Ma ne avete davvero bisogno?

Parlo di Second Life: il mondo virtuale in cui chiunque può vivere la propria seconda vita all’interno di un ambiente libero e costruito dagli stessi utenti che ne fanno parte (definizione presa dal sito ufficiale italiano). Praticamente esiste un mondo dove chiunque può costruirsi una seconda vita, può scegliere il proprio nome, il proprio aspetto fisico, il sesso, la professione ed un sacco di altre cose. Un mondo dove non si muore e per spostarsi si può volare oppure usare il teletrasporto.

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Perché 2 milioni di persone vogliono una seconda vita, assolutamente finta? Perché “fa figo”? Per sentirsi dei supereroi invincibili? Oppure perché nella loro vita - quella vera - non riescono ad avere rapporti con altre persone se non mediati dal computer? Oppure per cercare di non affrontare i problemi della vita vera e rifugiarsi in un altro mondo dove tutto è più facile, sperando che, una volta spento il computer, i problemi si siano risolti da soli? Non venite a dirmi che è solo per giocare, perché questi mondi virtuali non sono dei giochi, i partecipanti non devono raggiungere obiettivi, sono dei semplici personaggi che vivono in mondi preconfezionati nei quali hanno completa libertà. Ma allora hanno bisogno di libertà? Com’è possibile ricercare la libertà collegandosi ad un sito e passando i pomeriggi di fronte al monitor del computer?

Il fondatore di Second Life sostiene che il suo “esperimento” serve “per comprendere come il mondo dovrebbe essere per le masse, in quanto tutto ciò che esiste nel mondo virtuale è creato dagli utenti”. Ma allora non c’è molto da stare allegri in quanto la maggior parte delle persone costruisce casinò, discoteche, locali notturni, macchine enormi e sono pochi quelli che provvedono alla realizzazione di teatri, biblioteche, musei, risorse naturali… Insomma le persone passano delle ore ad osservare un monitor in cui si vede il proprio personaggio che passa le ore davanti al monitor di una slot machine… Assurdo!

Ovviamente non poteva mancare il sesso o, meglio, il cybersesso. Si possono insegnare al proprio personaggio tutta una serie di posizioni e attività sessuali scrivendo degli script (programmini). Ma non è meglio fare un po’ di esperienza nella vita vera? Chissà com’è toccare un culo virtuale…

Tra l’altro vivere in questo mondo non è nemmeno gratuito: ci vuole una connessione a banda larga ma soprattutto ci vuole una carta di credito: infatti i pagamenti in questo mondo virtuale (perché non comprarsi una splendida DeLorean uguale a quella di Ritorno al Futuro oppure perché non comprarsi - tanto si può - uno spettacolino di lap dance?) sono effettuati attraverso una moneta virtuale che può essere acquistata con denaro reale. I 2 milioni di persone spendono in media circa 350mila dollari al giorno, circa 13 milioni di dollari all’anno. E queste cifre non hanno lasciato indifferenti aziende reali che hanno aperto società virtuali: Ibm, Sun, Dell, Reuters ma anche Toyota e Adidas hanno investito per “essere dove la gente si raduna”, “per comunicare, testare prodotti e entrare in contatto con target evoluti e internazionali”…

Evoluti? Ma allora sono io che non ho capito niente?

zar

6 Risposte a “Ma ne avete davvero bisogno?”


  1. 1 Il brasiliano anomalo 27 Marzo, 2007 alle 14:25

    Su second life non ci sono teatri, musei, risorse naturali perché quelli che dovrebbero produrli sono occupati appunto in teatri, musei, risorse naturali.

    Credo che la questione che tu (culo) porti alla luce vale soprattutto per le chat. Second life ha solo dato delle sembianze a ciò che accade da almeno un decennio.

    Purtroppo la gente che vediamo in giro non è se stessa. L’uomo mente a se stesso e si nasconde i propri difetti.

    Secondo me è un bene che ci sia una valvola di sfogo. Se qualcosa è intelletualmente irrilevante, prima o dopo non godrà più di fama.

    è come proibire il doce al bambino. scommeto che poi quel bambino cresce e fa un sito feticista sui dolci. o apre una fabbrica di dolci su second life. oppure, più comunemente, diventa un ciccione.

    Scommetto che nei tropici, dove la gente si diverte ed è realmente se stessa, second life non ha tutto questo scalpore.

    Mandi

  2. 2 culoecamicia 27 Marzo, 2007 alle 20:08

    Non sono completamente d’accordo… Ora provo a spiegare il perché ma non sono proprio sicuro di riuscirci ;-) eventualmente faremo un Porta a Porta dedicato.

    Secondo me il problema non è il fatto che le persone che progettano teatri lo fanno solo nella vita vera e non si dedicano ad una vita finta (tra l’altro non sempre sanno farlo, ad esempio il Verdi a Pordenone :-o ) ma il fatto che le persone che sono capaci di progettare nel mondo virtuale sono più interessate a creare altro.

    Però la “cultura” non è del tutto assente, basta pensare che l’iniziativa del Gruppo l’Espresso per lanciare la nuova collana di libri dedicati al Risorgimento è stata quella di creare in Second Life due personaggi: Garibaldi e Cavour, pronti a rispondere alle domande degli altri utenti. Apprendo proprio in questo momento dal sito di Repubblica che questa iniziativa ha anche avuto un successone e che la discussione si è sviluppata in modo interessante… mah.
    Forse tra un po’ creeranno uno spazio virtuale in cui invitare un po’ di personaggi storici famosi che possono spiegare “davvero com’è andata la storia”… Tra l’altro la firma dell’articolo è questa: “dal nostro avatar inviato di Repubblica”. Che credibilità!

    Quello che voglio dire è che i numeri in gioco sono talmente elevati da interessare anche iniziative cultural-promozionali del genere, che a prima vista sembrano carine ma che a ben guardare sono completamente prive di cultura… Insomma rimane l’unica cosa che conta, convincere la gente a comprare e spendere soldi.

    Cosa intendi con valvola di sfogo? Intendi dire che è meglio che la gente vada in giro in SUV su Second Life piuttosto che per le strade di Udine? Beh, questo è vero, almeno l’inquinamento finto non è un fastidio. Però è inquietante che la gente abbia il desiderio di avere il SUV (questo è un esempio, potete sostituire SUV con qualsiasi altra cosa inutile e/o addirittura dannosa)!

    zar

  3. 3 deltatipico 27 Marzo, 2007 alle 21:41

    Tutto ha il suo corso, non stupitevi se oggi la gente spende soldi per comprare dei pixel. Vi ricordate quando sono usciti i primi telefoni cellulari? Status Symbol, la cui grandezza era inversamente proporzionale al prolungamento virtuale del pene che fornivano? Ecco, oggi fa figo dire “ho una vita virtuale”, finchè la gente si stuferà. E’ la stessa gente che compra l’ultimo modello di cellulare perchè è figo e che magari non ha passato l’infanzia su IRC a sfondare tastiere chattando.

  4. 4 Il brasiliano anomalo 27 Marzo, 2007 alle 23:32

    Secondo me la prossima evoluzione è che farà molto figo dire “Ho letto un libro di Tolstoj su second life”, oppure “ho visto una commedia di Shakespeare su second life ma l’attore che faceva Amleto non aveva delle buone script”.

    P.S.: C’è del marcio in Second Life :-)

  5. 5 culoecamicia 28 Marzo, 2007 alle 19:22

    @deltatipico:

    Dici che la corsa ai cellulari ultima generazione non fa più figo? Non so… magari non è più il cellulare (anche se tutti hanno quello che fa le foto, i video, le suonerie polifoniche, il clacson, fa il caffè e il cappuccino ma poi non sanno bene come si mette l’ora) ma è l’iPod o qualche altra diavoleria…
    Spero che la gente si stuferà di Second Life anche se l’interessamento al fenomeno delle aziende reali non mi rende ottimista sotto questo aspetto.

    Ho trovato una vignetta carina che rende bene l’idea di quello che penso: guardatela qui.

    zar

  6. 6 deltatipico 31 Marzo, 2007 alle 19:38

    Ieri notte a GLOB con Bertolino hanno parlato di Second Life e la valletta di turno si è iscritta e interpreta un maschio di nome Leonardo (Cortez mi pare di cognome) nel mondo virtuale… Vedremo se ne parleranno ancora in futuro, ciao!

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