Dal 26 al 28 luglio a Padova ci sono stati i campionati italiani assoluti. Certo non è il caso che io mi metta a commentare tutti i risultati, dato che ciò viene ampiamente fatto per esempio sul sito della Fidal o su Atleticanet.
Quindi inizio dicendo: finalmente!
Ebbene sì, finalmente ho vinto un titolo italiano assoluto all’aperto. Che fatica. Tre ore di gara, diciotto partecipanti (troppe per una gara di salto con l’asta), avversarie giustamente agguerrite e 39 gradi. Penso che per giorni ne porterò le conseguenze, ma che bello. Almeno una volta nella vita è successo anche a me. Un luglio incredibile e insperato: due record italiani, quattro gare sopra i 4,30m e prima ai campionati italiani. Se me l’avessero detto non ci avrei creduto.

Tifosi pochi, ma affezionati… soprattutto mio padre (Willy il grigio) e Marco (zar), che a Padova hanno fatto anche da allenatori e che non erano tanto meno stanchi di me alla fine.
Poi (ma non solo per me
) c’erano anche Laura, Enrico e Mauro, cioè la Fondiaria – Sai Atletica (la società per cui gareggio da quest’anno), qualcuno del Cus Trieste (la società per cui gareggiavo fino all’anno scorso), alcuni saltatori con l’asta che hanno gareggiato il giorno prima, alcune saltatrici purtroppo infortunate e altre che non saltano più… Nell’atletica per fortuna il “tifo contro” è molto limitato e quando si salta ci si sente in un ambiente amichevole e positivo.
Ovviamente il paragone con il calcio nasce spontaneo: eravamo all’Euganeo, che è uno stadio di calcio e si vede. Riflettori spettacolari che illuminavano a giorno la pista, ma anche parcheggi lontani dalle entrate e soprattutto delle alte vetrate con sopra delle punte di ferro per far stare al sicuro chi è dentro al campo da chi è sulle tribune e per evitare le invasioni. Almeno non c’è la fossa, una delle cose che mi hanno sempre fatto pensare degli stadi di calcio in cui ho gareggiato.
Ritornando all’atletica e alla gara, sono contenta!
agb




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