Approfittando di un’ottima offerta e venendo meno alla promessa di leggere tutti i libri che attendono di essere letti e che già possiedo (o che posso farmi prestare) ne ho acquistati due a soli 5euro.
Uno dei due è Logo Land, di Max Barry, definito in copertina thriller no-global. Ho letto il libro e non so se questa definizione sia del tutto corretta comunque la storia è molto avvincente: in un futuro non lontano, le multinazionali sono padrone del mondo, il governo e la polizia sono organizzati come aziende e la maggior parte degli stati sono territorio degli USA. La gente è addirittura costretta a sostituire il proprio cognome con il nome della società per cui lavora. In questo scenario la Nike mette in pratica un piano di marketing a dir poco assurdo, ma l’agente governativo Jennifer Government fa di tutto per incastrare chi infrange la legge. Non racconto di più così non vi rovino l’eventuale lettura!
Leggendo la quarta di copertina ho scoperto che da questo libro è stato tratto un popolarissimo gioco di ruolo online (così famoso che non ne ero assolutamente a conoscenza) chiamato NationStates; a grandi linee si crea una propria nazione e la si governa scegliendo una linea politica. Direi che la cosa non fa proprio per me.
Ultima cosa per concludere, così spiego anche il titolo del post: quando leggiamo in italiano un libro di un autore straniero, in realtà stiamo leggendo una traduzione del libro originale. Questo discorso può essere collegato al doppiaggio dei film, argomento centrale della prima crociata di ipernova; per quanto riguarda i libri non possiamo sapere se l’autore dei nostri romanzi preferiti scrive davvero bene a meno di non leggere e comprendere appieno la versione in lingua originale. La storia rimane invariata, ma lo stile della scrittura subisce inevitabilmente delle (piccole) modifiche. Quindi: o leggiamo solo autori italiani, o studiamo l’inglese o, più semplicemente, ci adattiamo a leggere le traduzioni.
Detto questo però sorge una domanda: dal momento che il titolo originale del romanzo è Jennifer Government, perché è stato cambiato? È il nome di uno dei protagonisti del romanzo, quindi cambiarlo non ha proprio senso. Ma forse il problema è la traduzione per la versione italiana… Solo che in questo caso hanno sostituito un titolo in inglese con un altro titolo in inglese!
zar
Quella della traduzione dei titoli è una diatriba di vecchia data e mai risolta. Ricordo il bel film “ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND” (L’eterno splendore di una mente immacolata, verso di una poesia di Pope) che in italiano è diventato “Se mi lasci ti cancello”, un titolo ridicolo che poco aveva a che fare con l’intensità della storia narrata. Io purtroppo non so l’inglese, ma mi piacerebbe per poter vedere e leggere cose in lingua originale…
Rimando, come già fatto da AGB, Alianorah a leggere la prima crociata di ipernova (dove il film che ha citato non è stato ignorato). L’esempio fatto è calzante.
Per quanto riguarda il cambiamento del nome del libro, fa veramente girare le scatole. Sembra da niente, ma pensate questa filosofia applicata all’intero libro. Se il traduttore non è bravo, il libro è perso.
Infatti, il traduttore che ha tradotto “L’Ulisse” di Joyce ha impiegato trent’anni per farlo, perché ogni volta doveva correggere qualche smufatura che aveva cancellato nella sua versione.
Ultima cosa, vi è mai passato per la testa che la poesia non può essere tradotta? Una volta che la si traduce la poesia cambia, e non è più la stessa, è un’altra. Al massimo resta la trama
Paz
Oops, sorry, volevo dire ZAR.
Sto leggendo in questi giorni il libro in questione, e -concordando da sempre con la teoria che le opere vanno gustate nella loro versione originale- mi sto godendo anche un bel travaso di bile nei confronti della traduzione.
Ma come si può fare, dico io, a tradurre un numero di telefono con “sei, sette, sette, oh, tre”, quando è universalmente risaputo che “oh” in inglese sta per 0 (zero)? Ma mentre questo appena citato potrebbe anche essere perdonato come un errore di distrazione (non da me, ok, ma potrebbe), ben più grave è quando “Massimo Gardella”, il traduttore del testo in questione, parla di pezzi grossi di una compagnia come di “fiori all’occhiello”, quando chiaramente la traduzione idiomatica è “alti papaveri”! Quando mai s’è sentito dire “c’erano tutti i fiori all’occhiello della politica”? Casomai gli “alti papaveri”!
Ammetto di non poter avvalorare al 100% la mia tesi perchè non riesco a trovare il testo in originale, ma sono abbastanza sicuro che si intendesse quello che dico io.
Questo senza contare i refusi, di cui il libro è pieno: cosa sia il “latice”, infatti, lo ignoro.
Scusate lo sfogo, ma mi sto davvero innervosendo mentre leggo…
Veleno.
A PROPOSITO DELLA STORIA NARRATA IN QUESTO LIBRO E’ GRAVE CHE IL FATTO NARRATO DEI MORTI PER LE SCARPE NIKE E’ ACCADUTO NELLA REALTA POCHI GIORNI FA’
28/12/2011