Che cosa hanno in comune il gioco d’azzardo, il numero 666 (comunemente noto come il numero del Diavolo) e i numeri triangolari – e quest’ultimi poi cosa sono?
Il termine azzardo sembrerebbe derivare dal nome di un antico gioco di origini orientali chiamato az-zahr, che si effettuava con tre dadi (il corrispondente del gioco italiano zara, che tra l’altro non conosco affatto). Lo stesso termine indicava anche il massimo punteggio ottenibile, cioè 6-6-6.
In effetti il legame non è poi così stretto, ma c’è.
Inoltre c’è anche questa curiosa coincidenza: sommando tutti i numeri che compaiono sulla ruota della roulette (il gioco d’azzardo per eccellenza), cioè i numeri dallo 0 al 36, si ottiene proprio 666. Io alla roulette non ho mai giocato e, dopo aver scoperto questo, non credo che ci giocherò mai molto volentieri!
A questo punto entrano in scena anche i numeri triangolari: essi sono quei numeri che si ottengono sommando una successione continua di numeri interi. Per quanto detto prima, quindi, il 666 è un numero triangolare.
Il nome triangolare dato a questi numeri deriva dal fatto che, prendendo tanti elementi quant’è il valore di tale numero e disponendoli su delle righe parallele in modo che ciascuna contenga un elemento in più di quella precedente, la forma finale che si ottiene è appunto quella di un triangolo. Non è chiaro? Allora pensateci la prossima volta che giocherete a biliardo o a bowling…
Vendereste l’anima al Diavolo per vincere?
zar

Da quando ho preso la patente, sono diventata più rispettosa delle regole anche in bicicletta: sto sempre sul lato destro della strada, non salgo sui marciapiedi a meno di non essere costretta a farlo, metto fuori la mano se devo girare, mi fermo quando il semaforo è rosso, ecc. ecc. Però non mi sento rispettata come ciclista dagli automobilisti: molti sorpassano senza porsi il problema di quanto sia larga la strada e mi sfiorano per superarmi, quando arrivano a uno stop certi automobilisti tendono a fermarsi un metro oltre la linea bianca e se non vedono macchine alcuni neanche si fermano, senza pensare all’eventuale presenza di ciclisti (come me) a cui tagliano la strada! Non posso non soffermarmi anche su come e dove parcheggiano certi automobilisti, che evidentemente pensano di essere i padroni della strada in tutti i sensi, e creano problemi soprattutto a chi viaggia sul bordo destro della strada, cioè i ciclisti che a volte devono improvvisarsi slalomisti per non fermarsi e neanche schiantarsi.

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