L’intervista fatta da Fabio Fazio a Ken Follett all’interno del programma Che tempo che fa del 24 novembre 2007 (potete vedere il video cliccando qui), in cui lo scrittore presentava la sua ultima fatica, Mondo senza fine, oltre ad avermi fatto finalmente vedere che faccia ha uno degli autori contemporanei di romanzi tra i più famosi, mi ha divertito ed incuriosito. Così, nonostante le dimensioni da mattone – 1030 pagine nella versione economica – ho deciso di leggere I pilastri della terra, di cui Mondo senza fine è il seguito.
Splendido.
Credo che questa sia l’unica definizione che posso dare del romanzo, che di mattone ha solo le dimensioni.
La storia, ambientata in Inghilterra nel Medioevo, narra la trasformazione del piccolo villaggio di Kingsbridge in una grande città prosperosa, trasformazione che ruota attorno alla costruzione di una maestosa cattedrale; le vicende sono legate da un intreccio che riesce a mescolare storie d’amore, duelli, carestie, intrighi e tradimenti, conflitti religiosi e guerre civili che avvengono lungo un periodo di quarant’anni.
I protagonisti sono indimenticabili con i loro pregi e difetti ed il loro carattere ciascuno con le proprie peculiarità: Tom il costruttore, il priore Philip, Aliena e suo fratello Richard, Ellen e suo figlio Jack, Alfred e Martha, il vescovo Waleran Bigod, William Hamleigh, sono diventati miei “compagni di viaggio” durante la lettura e per me è stato impossibile non essere coinvolto dalle loro avventure, magistralmente raccontate.
Durante l’intervista Ken Follett ha dichiarato che gli autori odiano l’indifferenza: a mio avviso con I pilastri della terra non correrà mai questo pericolo: o piace e si viene coinvolti dal racconto in modo molto forte oppure lo si ritiene noioso ed inevitabilmente troppo lungo. Impossibile comunque che non susciti qualche emozione.
Io faccio parte di quelli che hanno apprezzato tanto la storia quanto lo stile della narrazione – e leggendo i commenti qua e là devo dire che non sono l’unico. Quindi prima o poi leggerò anche Mondo senza fine, che a quanto ho capito racconta le vicende dei discendenti dei protagonisti (è ambientato circa 2 secoli dopo)…
Spero che non rimarrò deluso dato che solitamente i cosiddetti sequel non sono all’altezza dei predecessori!
zar





Ve la ricordate Moonlight Shadow? Io non mi ricordo quando l’ho sentita la prima volta, ma so che mi è sempre piaciuta. E negli anni prima o poi l’ho sempre riascoltata.
La storia è quella di un ragazzo (interpretato da Shia LaBoeuf – lo stesso di Transformer e che vedremo anche nel nuovo capitolo di Indiana Jones) costretto a vivere agli arresti domiciliari per aver aggredito un suo insegnante dopo che questo l’aveva provocato con una frase che faceva riferimento alla morte del padre del quale il ragazzo si sente responsabile. Per passare il tempo, oltre a giocare con la PlayStation, guardare la tv e navigare su Internet, osserva con un binocolo dalle finestre di casa sua la vita dei vicini del quartiere e scopre che uno di loro sembra nascondere un inquietante segreto.
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