Motori (di ricerca) ecologici e alternativi

Il motore di ricerca più utilizzato e conosciuto è sicuramente Google; è così famoso che ormai questo nome è diventato praticamente il sinonimo di motore di ricerca, un po’ come è successo con l’iPod - ormai sinonimo di lettore mp3 - e con l’aspirina. I pregi di Google sono molti, dalla semplicità di utilizzo alla velocità con cui ci fornisce le risposte, senza considerare tutti gli strumenti aggiuntivi che ci fornisce a costo zero. Ma considerarlo lo strumento di ricerca perfetto è decisamente sbagliato e dovremmo essere consapevoli che in realtà sono poche le cose che vengono fornite davvero gratuitamente (prima o poi farò un post a riguardo).

Eppure la Rete è piena zeppa di strumenti di ricerca più o meno alternativi ma pochi ne sono a conoscenza.

Il logo di EcochoEsiste ad esempio Ecocho, un motore di ricerca ecologico. Ogni mille ricerche effettuate tramite questa piattaforma, infatti, verranno piantati due nuovi alberi in modo da andare a rinfoltire un po’ il verde del pianeta e diminuire la quantità di gas serra. Questo strumento si basa sul motore di ricerca di Yahoo (inizialmente anche su quello di Google, che però misteriosamente si è tirato indietro) e sul sito sono presenti tutte le informazioni riguardanti questo progetto, decisamente lodevole.

Altri due strumenti ecologici sono Blackle e BlackR, anch’essi a basso impatto ambientale. Questi siti sfruttano il motore di ricerca di Google ma presentano la home page ed i risultati con lo sfondo nero e le scritte chiare, come se fossero il negativo dell’originale; questo perché visualizzare una pagina web composta prevalentemente da pixel bianchi consuma 74 watt contro i 54 watt consumati per la visualizzazione della pagina in nero. Che si traduce in un bel risparmio se si considera che le ricerche effettuate con Google sono all’incirca 200 milioni al giorno.

Una famiglia di strumenti di ricerca diversi per quanto riguarda la strutturazione dei risultati (e che vi consiglio di provare) è quella dei motori di ricerca a cluster, come ad esempio Clusty: vengono interrogati contemporaneamente diversi motori e i risultati trovati vengono categorizzati in modo dinamico, cioè suddivisi in categorie (dette appunto cluster) costruiti in base a vari criteri di rilevanza testuale come la ricorrenza o la posizione delle parole nei documenti.

Sempre con strutturazione dei risultati a cluster ma questa volta con ricerca alternativa sono Lexxe e hakia.

Il primo sfrutta tecnologie avanzate di studio del linguaggio naturale per trovare risposte a domande poste secondo il normale linguaggio umano (per ora però solamente in lingua inglese), piuttosto che basandosi sulle parole chiave inserite. E viste le ricerche effettuate solitamente dalle persone - ad esempio per arrivare su questo blog - questa è una cosa davvero interessante.
Il secondo invece cerca di interpretare la semantica delle parole e, quindi, di interpretare le informazioni all’interno delle pagine in modo più simile al cervello umano, piuttosto che basarsi semplicemente sulla sintassi e quindi sulla presenza o meno delle parole stesse all’interno delle pagine. Questo strumento, molto ambizioso, è ancora in fase beta e funziona solamente in lingua inglese.

Insomma, parafrasando uno più famoso di me: non di solo Google vive l’internettiano.

zar

8 Risposte a “Motori (di ricerca) ecologici e alternativi”


  1. 1 Viktor 6 Maggio, 2008 alle 10:36

    Ma sono tutti motori di ricerca supportati dai “soliti”

  2. 2 culoecamicia 6 Maggio, 2008 alle 15:29

    Beh creare un algoritmo di indicizzazione e di ricerca all’interno di tutte le pagine presenti su Internet è una cosa molto complicata e anche costosa (oltre che impossibile - nonostante il desiderio di Google di imporsi come il motore di ricerca universale e completo - vista l’enorme quantità di materiale che viene pubblicato ogni giorno sul web).

    Quindi i motori di ricerca “nuovi” in realtà si basano sui “soliti” algoritmi già esistenti, perché ad oggi non è possibile pensare di crearne di nuovi a partire da zero altrettanto potenti.

    Però si può pensare di utilizzarli meglio - da diversi punti di vista.

    zar

  3. 3 occhidigiada 7 Maggio, 2008 alle 10:38

    bella sta cosa, zar scrivi sempre notizie interessanti :)

  4. 4 ipernova 7 Maggio, 2008 alle 12:39

    Ho trovato davvero fica l’idea di proporre i risultati su uno schermo nero.

    Durante il prossimo Earth Day i siti dovrebbero fare una cosa del genere. Anche se spegnere il computer sarebbe più facile :-)

    Paz

  5. 5 maghe 7 Maggio, 2008 alle 18:53

    consiglio anche http://ixquick.com/ motore di ricerca che si impegna a tutelare la privacy (cosa che Google non fa…), impostabile sulla toolbar come motore di ricerca preferito, compatibile con Mozilla…

  6. 6 culoecamicia 7 Maggio, 2008 alle 20:43

    @occhidigiada:
    Che dire, mi fai arrossire… grazie! ;)

    @ipernova:
    In effetti non avevo mai pensato all’impatto della visualizzazione per lunghi periodi di schermate prevalentemente bianche rispetto a quelle prevalentemente di colore scuro: infatti come prima cosa ho cambiato lo sfondo del desktop :) Ma anche l’idea di un’intera giornata di sensibilizzazione in cui tutti i siti diventano neri non è male. Potremmo decidere una data noi, no?
    Spegnere tutti i computer sarebbe ottimo, ma secondo me non sono tanti quelli disposti a farlo (magari anche per necessità).

    @maghe:
    Grazie per il consiglio, non conoscevo questo motore di ricerca; la questione della privacy su Internet è importante e riuscire a mantenerla sui dati cosiddetti sensibili è fondamentale. Spesso però - per altri aspetti - ho l’impressione di avervi rinunciato, l’unica magra consolazione è che credo di averlo fatto abbastanza consapevolmente.

    zar

  7. 7 ipernova 9 Maggio, 2008 alle 12:30

    Domandina, non è che il risparmio c’è solo neo monitor a tubo catodico?
    Perché da quanto ne so io, su quelli LCD c’è sempre una lampada accesa.

    Boh.

    Comunque vorrei ricordare tutti che “once you go black, you never go back” :-D

    Paz

  8. 8 culoecamicia 10 Maggio, 2008 alle 15:02

    Ammetto la mia ignoranza e quindi, non sapendo rispondere, ho fatto un po’ di ricerche - ovviamente su un motore di ricerca nero - non tanto per comprendere come funzionano gli LCD e quindi arrivare ad una risposta “ragionata” ma più semplicemente per capire se la domanda era già stata posta e se c’era già una risposta disponibile. Insomma, non volevo sforzarmi troppo!

    Quello che ho trovato è il solito insieme di notizie e smentite, c’è chi dice che i motori di ricerca neri portino ad un risparmio e chi parla di trovate pubblicitarie. Secondo me il risparmio c’è, mi sembra una cosa ragionevole.

    Tornando alla domanda: a questa pagina http://www.goog7e.com/info.htm (goog7e.com è un altro motore di ricerca che presenta i risultati di google su sfondo nero) dicono che c’è un risparmio anche utilizzando monitor LCD - risparmio decisamente minore ma c’è. Io mi fido.

    zar

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