Hostel

Hostel, film horror del 2006 scritto e diretto da Eli Roth e prodotto da Quentin Tarantino, è uno di quei film che dividono il pubblico: c’è chi li ama e corre in sala a vedere sangue, violenza e sadismo scorrere sullo schermo senza fare una piega e chi invece non ne sopporta nemmeno le locandine. Voi a quale categoria appartenete?

Io non faccio parte di quelli che accorrono a vedere questo genere di film al cinema, ma quando ne sento parlare molto – e le polemiche per questo film non sono certo mancate – mi incuriosisco, e così mi sono visto Hostel comodamente seduto sul divano di casa.

La storia racconta di tre ragazzi (due americani ed un islandese) che decidono di viaggiare per l’Europa da un ostello all’altro con lo zaino in spalla alla ricerca di avventure – cioè sostanzialmente sesso e droga. Su consiglio di un loro coetaneo finiscono in Slovacchia in un ostello particolarmente libertino, dove trovano sicuramente quello che cercano ma, purtroppo per loro, trovano anche molto altro. Il trailer – come spesso accade per invogliare il pubblico – recita che le vicende raccontate sono tratte da una storia vera; in realtà sembra che il regista si sia ispirato ad un sito web che sosteneva la possibilità di torturare e uccidere una persona in Thailandia pagando 10.000 dollari. Vero o no è una cosa a dir poco inquietante.

Per quanto mi riguarda devo dire che, nonostante il genere splatter non sia uno dei miei preferiti e da qualche anno a questa parte la violenza gratuita che si vede in alcuni film mi dia più fastidio di un tempo, il film ha anche qualche spunto interessante su cui riflettere. Forse lo penso solamente per giustificare il fatto che l’ho visto, ma oltre alla violenza c’è anche il turismo sessuale e l’assunzione delle droghe da parte dei giovani, che visitano l’Europa non per le splendide città ed i musei ma per assaporare altre bellezze; c’è la descrizione della povertà e del degrado di alcuni paesi dell’Est (forse però accentuati in maniera eccessiva). E infine ci sono soldi, che fanno perdere il contatto con la realtà ed il valore della vita. Tutte tematiche importanti sulle quali si possono fare delle considerazioni a film concluso.

Insomma, volendo trovare a tutti i costi dei contenuti in questo Hostel qualcosa si trova, ma rimane comunque un film assolutamente sconsigliato ai deboli di stomaco e a chi deve andare in Erasmus. Ah, c’è anche il seguito. Probabilmente non se ne sentiva il bisogno, ma magari lo guarderò.

zar

4 Risposte a “Hostel”


  1. 1 ipernova 4 Giugno, 2008 alle 00:13

    Mio cugggino è andato in Erasmus ed è tornato senza i denti del giudizio!!!

    Gli facevano male.

    Paz

  2. 2 enrico 4 Giugno, 2008 alle 17:09

    Ci sono pellicole che proprio non mi attizzano. Eccone una. Non l’ho mai visto e credo che non mi prenderò mai la briga di andare in videoteca a noleggiarlo

  3. 3 riz 4 Giugno, 2008 alle 18:39

    io hostel l’ho visto al cinema e l’ho trovato squallido. regista e sceneggiatori sono da rinchiudere in un ospedale psichiatrico per la fantasia che hanno dimostrato di avere nella scelta di alcuni metodi di tortura. gli stessi amici con cui sono andato a vedere hostel mi hanno portato a vedere saw 4. altro film il cui senso è ancora da decifrare.
    questi sono gli unici film di questo “genere” che ho visto in questi anni. da questo si deduce che non ne sono proprio un amante, però mi preme dire due cose:
    1.questi film sono solo una esposizione di corpi squartati e una carellata di scene di violenza gratuita che possono solleticare solamente l’interesse di menti sadiche; uno non trattiene il fiato per le scene di suspance (molto carenti e spesso scontate) ma semplicemente perchè vedere un corpo diviso in due a colpi di acetta fa schifo e ti rivolta lo stomaco. e basta.
    2.mi chiedo quale interesse morboso spinga una persona a vedere scene come queste -e nel caso del regista a pensarle- quando dopo le prime 4 coltellate si sa già come va a finire, invece si va avanti a far vedere con quale maestria il cattivo di turno sa utilizzare una smerigliatrice.
    allo spettatore viane sbattuto tutto in faccia con sfrontatezza, le scene quasi mai mettono tensione, ansia o paura; solamente ribrezzo.
    per gli amanti dei “film forti” consiglio “nella mente del serial killer”, non sarà un capolavoro, però le scene di suspance non mancano.

  4. 4 culoecamicia 5 Giugno, 2008 alle 10:01

    @ipernova:
    Sei sicuro che i denti del giudizio di tuo cugino non siano ora in vendita su e-bay? ;)

    @riz:
    Forse i film horror piacciono molto (ribadisco: non a me, anche se qualcuno lo guardo) perché aiutano ad esorcizzare le paure della realtà che purtroppo molto spesso supera di gran lunga la fantasia cinematografica.
    Per uscire dal cinema e pensare: questo non potrà mai succedere, è tutto finto. Perché spesso basta guardare i TG per sentire notizie che (usando un eufemismo) fanno venire la pelle d’oca – e non si tratta di finzione.
    Ma questa è una mia ipotesi, non me ne intendo molto.

    Per quanto riguarda Saw4 credo sia impossibile comprenderlo senza avere visto i precedenti tre capitoli della serie.

    zar


Lascia una Risposta




Un post a caso

Se volete leggere un post a caso dal nostro archivio cliccate qui.

Vai a

Agb sta leggendo…

Immagine di Il viaggiatore imprudente
Per saperne di più su "Il viaggiatore imprudente" di René Barjavel clicca sull'immagine.

Per dare un'occhiata alla libreria di agb su aNobii clicca qui.

Zar sta leggendo…

Immagine di Il male naturale
Per saperne di più su "Il male naturale" di Giulio Mozzi clicca sull'immagine.

Per dare un'occhiata alla libreria di zar su aNobii clicca qui.

Varie ed eventuali







Sul comodino di zar

Immagine di Il gabbiano Jonathan Livingston

Pagine

Calendario

Giugno 2008
L M M G V S D
« Mag   Lug »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30