Scusate se torno a parlare di Olimpiadi in così breve tempo ma sono un po’ a corto di argomenti (in realtà ho anche altro da fare). Comunque oggi volevo elencare un po’ di imprese storiche e curiosità in cui mi sono imbattuto cercando informazioni per la stesura del post precedente.
Spulciando un po’ di siti ad esempio si può scoprire che nell’edizione disputata a Montreal nel 1976 il sovietico Boris Onischchenko – già campione mondiale di pentathlon moderno – nel tentativo di conquistare l’oro olimpico ha truccato la sua spada inserendovi un dispositivo che faceva scattare a comando il segnalatore elettrico delle stoccate. O che vent’anni prima, a Melbourne, Harold O’Connolly, ex giocatore di football americano ed insegnante di inglese, è riuscito a conquistare la medaglia d’oro nel lancio del martello nonostante avesse un braccio più corto dell’altro di ben 7 centimetri.
Si può anche scoprire che il triste argomento doping (molto attuale in questi giorni) è una storia molto molto vecchia. Nell’edizione di Roma 1960 – la stessa che ha visto Abebe Bikila vincere la maratona correndo scalzo – morì il ciclista danese Knud Jensen; l’autopsia rivelò che la causa del decesso fu probabilmente un abuso di stimolanti.
Uno dei migliori è Earl Thompson, canadese, primo classificato nei 110m ostacoli corsi in 14″8 (all’epoca nuovo primato del mondo) ad Anversa nel 1920: la sera prima della gara si era ubriacato a tal punto da presentarsi barcollando in preda ai fumi dell’alcool ai blocchi di partenza.
Il suo tempo è rimasto imbattuto per 8 anni.
La prossima volta che dovete fare una gara fateci magari un pensierino.
Una menzione d’onore però la meritano Steven Bradbury e la sua magnifica impresa (anche se l’evento erano le Olimpiadi Invernali non posso esimermi dal citarlo – è uno dei miei miti sportivi).
Cos’ha fatto? Beh, gustatevi il video:
Chissà se oltre alle inevitabili polemiche le Olimpiadi di Pechino ci regaleranno anche qualche perla come questa!
zar
Steven Bradbury e’ stato inviato dal Signore per farci capire che gli ultimi saranno i primi.
Uno che la medaglia se la fosse meritata, sarebbe stato già dimenticato.
Paz
non so bene dove scriverlo e allora lo scrivo qui (anche perché il titolo del post mi pare appropriato), volevo fare a complimenti ad Anna per essere diventata campionessa nazionale per la seconda volta consecutiva. Anche Bragagna faceva un tifo spudorato
Peccato quel 4.41 eh!