Differenza tra stica(zzi) e meco(joni)

Qualche tempo fa – per i precisini era l’11 Aprile – mi sono ritrovato sul divano a guardare l’intervista a Valerio Mastandrea fattagli da Daria Bignardi all’intero del programma Le Invasioni Barbariche su LA7. Per chi non lo sapesse Mastandrea (senza la erre nel mezzo) è quell’attore romano trentacinquenne che ha recitato ad esempio ne Il caimano, in Tutta la vita davanti, in Lavorare con lentezza… Niente?
Ma dai, quello che compariva nel video di Supercafone di Er Piotta o in Gino e l’Alfetta di Silvestri. Adesso è sicuramente molto più chiaro.
Va beh, veniamo al dunque.

Non mi ricordo bene il motivo per il quale non ho iniziato il mio abituale zapping, fatto sta che non ho cambiato canale e intorno al decimo minuto sono stato premiato con una perla di saggezza: il buon Valerio (mi) ha spiegato la differenza tra le due espressioni romanesche sticazzi e mecojoni.

Io – e molti altri del nord – utilizzo le due espressioni come sinonimi quando voglio esprimere meraviglia, stupore ed apprezzamento, ma in realtà sono due termini in antitesi! Per la spiegazione mi appoggio (leggasi copio e incollo) all’ottima disamina trovata qui:

L’espressione sti cazzi significa effettivamente questi cazzi e non indica affatto stupore e meraviglia. Tutto il contrario: significa invece unicamente ed esclusivamente chissenefrega, né più né meno. Chissenefrega, non me può fregare di meno, e sti cazzi nun ce li metti?. Insomma: il disinteresse più totale
Per indicare uno stupore incredulo, l’espressione romanesca piu adatta è me cojoni. La quale non si traduce affatto con i miei coglioni, ma con mi coglioni, mi stai coglionando (mi stai prendendo in giro). In sostanza, si usa di fronte ad un’affermazione incredibile, ad un fatto di cui ci si stupisce e si è increduli. Equivale, per capirci, a ma che, mi prendi in giro?, accipicchia!, incredibile! e via dicendo.

Insomma da quel giorno sto cercando di utilizzare correttamente le due espressioni, anche se devo dire che l’abitudine è difficile da cambiare. Ora che conoscete la semantica dei due termini potete commentare pure in romanesco questo post, a seconda che vi abbia stupito o meno.

zar

5 Risposte a “Differenza tra stica(zzi) e meco(joni)”


  1. 1 ipernova 3 Agosto, 2008 alle 22:38

    Sticazzi, questa proprio non la sapevo!

    Mé cojoni, non aggiunge niente alla mia cultura!

    Niente come avere un buon pubblico che capisce bene i post?

    Paz

  2. 2 culoecamicia 5 Agosto, 2008 alle 14:08

    Quello appena propostoci da Paz è un ottimo esempio di utilizzo delle due espressioni in chiave ironica. Per questo tipo di costruzione bisogna però padroneggiare pienamente il significato, quindi è consigliabile questo genere di utilizzo solamente ai più esperti! :)

    zar

  3. 3 alianorah 6 Agosto, 2008 alle 15:12

    Io, essendo del centro sud, conoscevo la differenza, ma non sapevo che “me cojoni” volesse dire “mi coglioni” e non “i miei coglioni”. Ah, a me piace molto Mastandrea. Come dici? Ah ho capi, hai detto “sti cazzi”! :-D

  4. 4 ammiragliok 8 Agosto, 2008 alle 10:11

    ho sentito qualcosa del genere anche dal trio medusa su radio deejay


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