La scimmia pensa, la scimmia fa

Immagine di La scimmia pensa, la scimmia faIl titolo originale di questo libro di Chuck Palahniuk è il ben più azzeccato Stranger than fiction, il cui senso viene comunque fortunatamente ripreso nel sottotitolo della versione italiana: Quando la realtà supera la fantasia.

Il libro è una serie di racconti tratti dalla vita dell’autore ed è suddiviso in tre sezioni.

Nella prima, intitolata Insieme, vengono descritti gli incontri che l’autore ha avuto con gruppi più o meno ampi di persone: si spazia dai festival del sesso libero, alle gare di destruction derby con le mietitrebbie passando per gli incontri di lotta libera di qualificazione per le Olimpiadi.
La seconda, Ritratti, è dedicata a delle interviste effettuate da Palahniuk a personaggi più o meno famosi (degne di nota quelle all’attrice Juliette Lewis e al cantante Marilyn Manson).
La terza, chiamata Personale, come sottolinea il titolo raccoglie una serie di episodi autobiografici: dagli aneddoti sulla produzione del film Fight Club, all’utilizzo in gioventù di steroidi anabolizzanti, fino al toccante racconto dell’assassinio del padre, in questa sezione i lettori scoprono degli aspetti meno noti dello scrittore di Portland.

Ho letto molti giudizi negativi su questo libro, ritenuto da molti non all’altezza di opere cult come Fight Club o Soffocare; nonostante i due romanzi appena citati siano in effetti inarrivabili (sono i due libri che hanno permesso a Palahniuk di avere l’onore di entrare nella mia classifica degli scrittori preferiti), ho trovato La scimmia pensa, la scimmia fa invece davvero bello. Lo stile crudo, violento ma spesso ironico dello scrittore è immutato ed il fatto che le situazioni descritte siano reali rende il tutto ancora più interessante. Insomma è il solito Chuck, aiutato dal fatto che davvero molto spesso la realtà supera la fantasia (soprattutto in America).

A mio avviso se volte leggere qualcosa di Chuck Palahniuk probabilmente questo è il libro adatto per iniziare.

zar

6 Risposte a “La scimmia pensa, la scimmia fa”


  1. 1 LaCapa 22 Settembre, 2008 alle 13:34

    Io, per cominciare con Palahniuk ho letto Invisible Monsters… Anche quello è bellissimo, decisamente.

    :)

  2. 2 ipernova 23 Settembre, 2008 alle 01:35

    “Stranger than Fiction” è un film recente di Will Pherrel.
    Bel bel film. Mi chiedo se è tratto dal libro.

    Immagino di sì, comunque anche il film è straconsigliato.

    Paz

  3. 3 culoecamicia 23 Settembre, 2008 alle 14:47

    @La capa:
    Io ritengo che tutti i suoi libri siano bellissimi (o almeno tutti quelli che ho letto finora). Insomma mi riesce difficile essere oggettivo quando parlo di Palahniuk!

    @ipernova:
    Non vorrei sbagliare ma credo che il film di cui parli non sia tratto dal libro di Palahniuk. O almeno questa è l’impressione che ho avuto leggendo rapidamente la trama in inglese; magari però prima o poi lo guarderò lo stesso.

    zar

  4. 4 Enraico 11 Novembre, 2008 alle 00:11

    Concordo. Pur avendo letto giudizi negativi su questo libro, a me è piaciuto molto. E’ anche banale paragonarlo ai suoi romanzi cult, questo infatti è un saggio. E poi una delle cose che mi ha sempre interessato di Chuck è proprio il fatto che lui s’interessi di cose che la gente vede di sfuggita, su cui la gente passa sopra..Forse è per questo che molti l’hanno trovato noioso..A chi cavolo sarebbe mai venuto in mente di andare a conoscere persone, che nel 2008 ha ancora la passione per i castelli, tanto da costruirli in stile medievale per poi abitarci??? Solo a lui, geniale

  5. 5 Matteo 8 Ottobre, 2009 alle 19:25

    Io ho scoperto Palahniuk con questo e non mi è piaciuto, l’ho apprezzato solo dopo avere letto fight club, forse perchè non è poi così interessante entrare nella testa di uno sconosciuto. Al momento che diventa un idolo è bello capire come pensa, ma se si parte da quest’opera si ha solo la sensazione di stare a guardare la puntata più noiosa di Real Life. E’ un pò l’effetto Medina Reyes, bisogna partire dalla sua prima opera e via giù in ordine cronologico, altrimenti non lo capisci neppure a pieno. Almeno a parer mio.

    • 6 culoecamicia 9 Ottobre, 2009 alle 14:18

      Mi fa piacere che nonostante non ti sia piaciuto questo libro tu abbia voluto comunque approfondire la conoscenza di Palahniuk. Spesso mi capita il contrario: se non mi piace il primo libro che leggo di un determinato autore, sono molto restio a leggere qualcos’altro dello stesso autore. Chissà quanta bella roba mi sono perso!

      zar


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