Archivio per Ottobre 2008

PHD Comics

Da qualche tempo seguo le strisce pubblicate sul sito PHD Comics. Alcune sono molto divertenti, soprattutto per chi ha fatto o sta facendo il dottorato di ricerca.

Un esempio?
striscia di PHD Comics del 5 ottobre

Il titolo gioca sull’acronimo PHD che diventa “Piled Higher and Deeper” e tutte le strisce riguardano la vita di uno studente di dottorato, il rapporto con il proprio lavoro e con il relatore della tesi.

L’autore è Jorge Cham, PhD in Ingegneria Meccanica presso la Stanford University e successivamente ricercatore al California Institute of Technology (Caltech) dal 2003.

agb

SKY Toons

Gli appassionati di calcio e felici possessori di SKY probabilmente già conosceranno gli SKY Toons, brevi cartoni animati sul mondo del calcio trasmessi all’interno della trasmissione Attenti a quei due con Paolo Rossi e Gianluca Vialli.

Come ho già avuto modo di dire non ho ancora ceduto alle pressanti richieste degli emissari di Murdoch; proprio ieri sera sono stato contattato telefonicamente da SKY Italia in quanto fortunato estratto e quindi vincitore di un abbonamento a prezzi vantaggiosi. Non capisco perché devono prendere per i fondelli, ma questo è un altro discorso. Insomma, non avendo SKY non ho mai visto questi cartoni animati ma – potenza di Internet – grazie al tubo li ho da poco scoperti e devo dire che, pur non essendo un grande appassionato di calcio, li trovo davvero esilaranti!

I personaggi che compaiono nelle brevi puntate sono i noti protagonisti del calcio italiano: Galliani, Ancelotti e Ronaldinho, Lotito, Moratti, Mourinho e Materazzi, Spalletti e Totti, Buffon e Lapo Elkann… E le storie sono tratte dagli avvenimenti sportivi realmente accaduti in settimana. Per esserne a conoscenza non bisogna per forza essere calciofili, basta vivere in Italia dove il calcio è sport nazionale e le notizie legate al mondo del pallone sono all’ordine del giorno.

Di seguito potete vedere la puntata trasmessa il 2 Ottobre mentre qui potete trovare tutte le puntate del cartone animato caricate su YouTube.

zar

Candle’s life #32

Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più!):

Candle's life #32

L’autrice delle strisce è Jamie Valentina.

zar e agb

Stecchiti – Le vite curiose dei cadaveri

Immagine di StecchitiQuesto libro, scritto da Mary Roach, giornalista del New York Times Magazine ed editor della rivista Discovery, racconta con una buona dose di ironia ma anche con il giusto rigore tutto quello che si può fare (ed anche quello che non si sarebbe potuto/dovuto fare ma è stato fatto ugualmente) per scopi scientifici con dei cadaveri.
Citando la quarta di copertina: Da duemila anni i cadaveri – volenti o nolenti – partecipano ai più audaci progressi e alle imprese più strane della scienza.

Leggendolo si scopre che negli Stati Uniti c’è la possibilità di donare il proprio corpo alla scienza mentre in Italia, se non vado errato, tutte le pratiche descritte (a parte la donazione degli organi – e ci mancherebbe altro!) ricadono nella pratica di vilipendio di cadavere e sono quindi illegali. Si ha quindi la possibilità di partecipare a delle lezioni di chirurgia estetica ed ottenere un lifting facciale gratuito mentre nel frattempo il nostro corpo, separato dalla testa, partecipa ad una lezione di anatomia e viene sezionato; essere parte integrante di crash test o essere arruolati nell’esercito per partecipare a test per proiettili e bombe; oppure ancora si può essere plastinati e finire esposti in qualche mostra (che tra l’altro ho potuto vedere bene a Chicago qualche anno fa e devo ancora spiegarmi il perché io abbia voluto vederla).
Insomma, non c’è solamente la semplice sepoltura. Interessante no?

A parte gli scherzi, ho comprato il libro spinto dall’aver letto un paio di recensioni positive, ma ho dovuto aspettare il momento giusto per affrontarlo perché il tema – che richiama ovviamente ed inevitabilmente all’ineluttabilità della morte – non è tra i più facili da digerire. In effetti alcuni capitoli sono più pesanti di altri, ma tutto sommato è un libro che si lascia leggere e soprattutto che fa riflettere molto.
Insomma un libro che consiglio… vivamente.

zar

Una pista indoor… all’aperto

Se me l’avessero raccontato, avrei fatto fatica a crederci.

A Urgnano (BG) hanno costruito un anello di 200 metri destinato a diventare una pista indoor. Solo che ad un certo punto sono nate discussioni a proposito della copertura del “futuro” impianto indoor. E alla fine è rimasto così:

 

indoor allaperto di Urgnano

indoor all'aperto di Urgnano

Ho letto della sua esistenza e ho trovato questa fotografia in una discussione del forum di Atleticanet, dove potete trovare qualche altra immagine e alcune possibili motivazioni per l’esistenza di questa strana pista indoor all’aperto.

Un fatto un po’ strano è che a Bergamo stanno costruendo un impianto indoor, annunciato lo scorso anno e sarà solo un rettilineo per i 60m con lo spazio per i salti. Scrivo “solo” perché esiste questa pista già costruita non tanto lontano da Bergamo.

agb

Mais ou menos #34

Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più):

Mais ou menos #34

L’autore delle strisce è Matteo Papaiz.

zar e agb

E chi se ne frega… io!

Come penso mi sia già capitato di dire, uno dei gruppi che ascolto e che mi piacciono di più sono i Metallica e in particolare i loro primi album. Sapendo questo e nonostante non condivida in pieno i miei gusti musicali, qualche anno fa zar mi ha regalato il cd originale del Black Album.

Ultimamente lo ascolto in macchina e andando all’uniud insieme l’altro giorno abbiamo ascoltato l’unico pezzo più lento dell’album, cioè Nothing Else Matters. Allora a zar è venuto in mente di dirmi che la canzone è stata rifatta da Marco Masini.

Cosa?! Da chi?! E come?!

Non era uno scherzo, e infatti Marco Masini ha riciclato la parte strumentale per cantare sopra la sua E chi se ne frega, un titolo brutto per un testo senza senso, che viene preso in giro nel video che segue.

agb

Blog Action Day 2008

Il 15 Ottobre è il Blog Action Day, giorno in cui tutti i blogger aderenti all’iniziativa pubblicano un post sullo stesso tema con lo scopo di aumentare la consapevolezza e stimolare una discussione globale relativamente a temi importanti a livello mondiale.
Nel 2007 l’argomento erano i problemi legati alla situazione ambientale e noi ne abbiamo parlato in questo post. Quest’anno il tema è la povertà, cosa di cui si sente parlare molto meno, anche se è una vera piaga che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

Immagine di Il banchiere dei poveriDevo ammettere che non mi ritengo adatto a intavolare discussioni approfondite sul tema della povertà, però partecipo volentieri all’iniziativa e quest’anno lo faccio consigliandovi di leggere il libro Il banchiere dei poveri di Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006.
Il professor Yunus, nato e cresciuto in Bangladesh, ha insegnato nell’università di Boulder in Colorado e alla Vanderbilt di Nashville prima di diventare direttore del dipartimento di economia dell’università di Chittagong. Nel 1977 ha fondato la Grameen Bank: un istituto di credito indipendente che pratica il microcredito senza garanzie. Il libro descrive la nascita di questa fondazione che presta del denaro solamente alle persone più povere – soprattutto donne – cioè solamente a quelle persone che non possono ottenere prestiti dalle banche tradizionali in quanto non hanno nulla da offrire come garanzia; in questo modo ha fornito a più di dodici milioni di persone, cioè circa il 10% della popolazione del Bangladesh, gli strumenti per uscire dallo stato di miseria in cui si trovava, affrancandosi dagli usurai e prendendo in mano le redini del proprio destino. E il tasso di recupero è risultato essere superiore al 98%. Oggi Grameen è diffusa in una sessantina di paesi in tutto il mondo.

Leggendo il libro ho capito che il problema della povertà è un problema molto grave ma soprattutto che è un problema risolvibile con l’impegno non solo dei soliti personaggi che operano nelle stanze dei bottoni ma anche con quello di tutti noi.
Gli aiuti internazionali non dovrebbero essere mirati al finanziamento di imponenti opere come ponti e autostrade dove non ce n’è assoluto bisogno in quanto se si pensa solamente alla quantità e non al reale bisogno va a finire che i soldi andranno ai funzionari corrotti; al contrario bisogna puntare alla qualità, alla creazione di strumenti di autogestione.
Logo di KivaPer quanto riguarda noi persone comuni, dobbiamo dimenticarci di fare la carità, gesto che serve solamente a farci stare per un po’ con la coscienza a posto, e dedicarci a qualcosa di più concreto. Grazie all’impegno di molto volontari spinti dai successi ottenuti da Yunus, abbiamo la possibilità di contribuire al microcredito attraverso – ad esempio – il sito Kiva.org, che a grandi linee funziona così: si sceglie un progetto da finanziare e si effettua una donazione (minimo 25$); successivamente si ricevono dei resoconti relativi al progetto finanziato e quando il titolare del progetto inizia a guadagnare allora inizierà anche a rifondare il proprio debito.

È da un po’ di tempo che vogliamo diventare finanziatori di qualche progetto attraverso il microcredito, ma per una cosa o per l’altra dobbiamo ancora farlo. Credo proprio che, spinti da questo Blog Action Day, prossimamente aderiremo.
Vi terremo informati!

zar

Candle’s life #31

Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più!):

Candle's life #31

L’autrice delle strisce è Jamie Valentina.

zar e agb

I trattori dominano la strada in autunno

In settembre ho usato spesso la macchina e come in ogni fine estate/inizio autunno quello che si può osservare per strada è la presenza di trattori. So che devono fare il loro lavoro, che è periodo di vendemmia, ma so anche che per questo devo (dovrei) uscire prima del solito da casa.

Il fatto è che i trattori sono sempre più grandi e occupano tutta la corsia. Infatti i trattori più piccoli non danno alcun fastidio: viaggiano con calma a bordo strada e con un po’ di attenzione e pazienza si riesce a superarli senza problemi.

Ma ormai ci sono dei trattori bellissimi e enormi e che si buttano sulla strada principale da quelle laterali consapevoli della loro stazza. Agli automobilisti non resta che frenare. Certo il fatto che la strada sia infangata non aiuta. Spesso infatti il fango lasciato sulla strada unito a un po’ di pioggia, diventa un inquietante strato di fanghiglia scivolosa.

Insomma per ottobre ho fatto senza indugi l’abbonamento per il treno.

agb

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