Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più):
L’autore delle strisce è Matteo Papaiz.
zar e agb
se il dito indica il cielo, l’imbecille guarda il dito
Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più):
L’autore delle strisce è Matteo Papaiz.
zar e agb
Questo è il quarto anno che da novembre ad aprile vado circa un paio di volte alla settimana in treno fino a Gorizia, dove lascio una bicicletta in stazione per raggiungere il luogo dell’allenamento.
Ho sempre notato con perplessità come su alcune delle vie che percorro (che sono vie principali della città) ci siano enormi marciapiedi da entrambi i lati della strada. Cioè, c’è un vero marciapiede largo un metro e mezzo e poi un pezzo asfaltato e separato dalla strada che sembrerebbe proprio una bella e comoda pista ciclabile. Invece il cartello ad ogni incrocio dice che è pedonale e basta. E ci credo, visto che in alcuni punti questo pezzo asfaltato è occupato da bar e quindi in bicicletta sarebbe impossibile passare. Quindi quando passo in bicicletta mi sento costretta a viaggiare sulla parte di strada destinata principalmente alle macchine, che non è molto larga, e dunque devo prestare attenzione a non farmi investire, soprattutto ai semafori dove io devo andare dritta e certe macchine che mi affiancano devono girare a destra.
Venerdì scorso il Comune di Gorizia ha poi cercato in un nuovo modo di farmi passare la voglia di usare la bicicletta: sono arrivata e non l’ho trovata. Dopo un attimo di sgomento, mi sono ricordata che nelle settimana precedenti avevo visto dei fogli legati ad alcune vecchie biciclette in cui c’era scritto di rimuoverle, altrimenti le avrebbero portate via. E venerdì mattina l’hanno fatto. Però hanno preso anche le mia, che il cartello non l’aveva mai avuto. E ovviamente per farlo hanno tagliato il lucchetto. Non ho neanche potuto andare subito a riprenderla perché non si capiva dove le stessero portando. I poliziotti della Polizia Ferroviaria sono stati molto gentili e mi hanno dato qualche indicazione e un po’ di supporto morale. Così dopo l’allenamento sono andata al municipio a cercare la mia bellissima bicicletta, ma non le avevano lì. Al comando della Polizia Municipale avevano solo una lista con colore e marca e nient’altro. Per fortuna dopo un po’ di insistenza una vigilessa mi ha portato fino all’autoporto dove ho ritrovato la mia bicicletta (ho dimostrato che era la mia aprendo il lucchetto a combinazione che era ancora integro) e ho dovuto pedalare fino in stazione.
Spero che almeno avrò il tempo di andare a farmi rimborsare il prezzo del nuovo lucchetto che ho dovuto comprare.
agb
Ieri è arrivata la neve. Cadevano anche qui in pianura dei grossi fiocchi. Però ormai da anni riesco ad apprezzare le prime (e spesso uniche) nevicate dell’anno per circa dieci secondi. Poi inizio a pensare alla strada e a come farò a tornare a casa se nevicherà tanto da imbiancare anche le strade.
I campi innevati, tutti bianchi, sono davvero suggestivi e il paesaggio così ovattato e candido non è niente male. Ma bisognerebbe essere pensionati, a casa, con il caminetto accesso e un buon libro da leggere, nonché un tè caldo per apprezzare di più. Se si deve viaggiare, fare allenamento all’aperto e tornare a casa in macchina, allora la poesia lascia il posto alla praticità e alla domanda: sono capace di montare le catene che ho in macchina dallo scorso inverno almeno?
agb
Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più!):
L’autrice delle strisce è Jamie Valentina.
zar e agb
Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più):
L’autore delle strisce è Matteo Papaiz.
zar e agb
Qualche tempo fa non ho saputo resistere ad un’offerta della Coop e così mi sono portato a casa tre classici della letteratura ad un prezzo stracciato – a dirla tutta anche in un’edizione non particolarmente raffinata, ma questo è un dettaglio secondario – e cioè: Il Giocatore di Dostoevskij, Il Processo di Kafka (recensito in questo post) e il libro di cui scrivo qui, ovvero la raccolta di tre romanzi brevi di Voltaire che sono Candido ovvero l’ottimismo, Zadig e L’ingenuo.
Devo ammettere che ho lasciato per ultimo questo libro perché, avendo fatto studi prevalentemente scientifici, nonostante legga abbastanza (o sarebbe meglio dire parecchio, considerato quanto poco si legge mediamente in Italia) ho sviluppato nel tempo una sorta di avversione verso i classici e leggere sulla copertina il nome di Voltaire un po’ mi spaventava. Infatti tra uno e l’altro ho letto ad esempio: Il ladro di cadaveri di Robert L. Stevenson, Cecità di José Saramago e Stecchiti di Mary Roach (gli ultimi due recensiti rispettivamente qui e qui). Titoli e copertine che mi mettevano meno ansia insomma, e questo la dice lunga sul mio rapporto col classico.
Ironia a parte devo ammettere che per l’ennesima volta mi sono dovuto ricredere. I tre romanzi brevi sono infatti molto scorrevoli e divertenti nonostante si possano definire filosofici o comunque filosofeggianti. Nel Candido l’autore racconta le avventure di un giovane costretto suo malgrado a doversi arrendere all’evidenza di non vivere nel migliore dei mondi possibili come invece sosteneva il suo precettore. Zadig, protagonista dell’omonimo racconto, è un altro giovane le cui avventure sono un continuo susseguirsi di onori e persecuzioni in un circolo vizioso che sembra non avere mai fine (in questo racconto non sono pochi i riferimenti alla società politica e letteraria francese e quelli alle disavventure dello stesso Voltaire nascosti tra le righe dell’allegoria). La storia raccontata ne L’ingenuo è quella di un Urone – un nativo americano – catturato dagli inglesi che si trasferisce in Francia presso un abate, che si scopre essere suo zio, che cerca di renderlo civile; la sincerità e spontaneità del giovane in contrasto con l’incoerenza e l’immoralità della civiltà è il filo conduttore delle vicende, la cosa più divertente ma anche quella più significativa.
Insomma anche questo è uno di quei libri che si fanno leggere e lo consiglio a tutti quelli che magari vogliono colmare qualche lacuna per quanto riguarda la lettura dei classici. Spero che Voltaire apprezzi la definizione e non si rivolti nella tomba per l’accostamento al libro di Fabio Volo!
zar
L’iniziativa del “latte a chilometri zero” (o quasi) mi era subito piaciuta. Praticamente sparsi in tutta Italia ci sono molti distributori di latte fresco di giornata, portato quotidianamente al distributore da produttori locali. Si va al distributore muniti di bottiglia e monetina e si sceglie se prendere mezzo litro o un litro di latte. In questo sito ci sono le spiegazioni e la mappa dei distributori.
Recentemente mi sono munita di bottiglia e sono andata a prendere il latte crudo a un distributore, a cui passo spesso vicino uscendo dalla stazione dei treni. Sono rimasta un po’ delusa dal fatto che ci fosse un cartello sul distributore in cui veniva consigliato di bollire il latte.
Infatti i “chilometri zero” di questo latte sono dovuti anche alla mancanza del trasporto per il processo di pastorizzazione. Quindi il latte non è pastorizzato. Ma allora ha senso comprare latte non pastorizzato e poi bollirlo? Certo i “chilometri zero” rimangono, ma mi è venuto qualche dubbio.
agb
Qualche giorno prima della partita avevo previsto un 27 – 23 per la Nazionale Italiana e a dieci minuti dalla fine, con il punteggio fermo sul 20 – 20, il sogno avrebbe potuto ancora realizzarsi. Purtroppo però i Wallabies hanno segnato una meta – probabilmente viziata da un fallo che l’arbitro non ha visto o non ha considerato tale – ed un calcio piazzato e così il punteggio finale è stato quello del titolo del post.
La partita era il primo dei tre classici Test Match di novembre, disputata sabato scorso allo stadio Euganeo di Padova.
Nonostante l’Australia sia una delle potenze mondiali del rugby (sempre sul podio nel ranking mondiale), gli azzurri sono rimasti in partita praticamente fino alla fine, giocando un’ottima partita in difesa nonostante l’inedita linea arretrata ma deludendo un po’ in mischia, solitamente il loro punto di forza. Il premio di Man of the Match è stato assegnato all’estremo italiano, Andrea Masi, gran placcatore e autore del passaggio che ha mandato in meta per il momentaneo sorpasso Mirco Bergamasco. Andrea Marcato ha messo l’ennesimo splendido drop, il capitano Sergio Parisse è stato al solito onnipresente (ma lo batterei alla playstation) e c’è stata qualche decisione arbitrale discutibile.
Insomma la sfida è stata emozionante, anche perché… l’abbiamo vista dal vivo! Cantare l’inno insieme ad altri trentamila e incitare i giocatori al grido di I-TA-LIA I-TA-LIA è davvero coinvolgente e la trasferta di sabato è stata proprio una bella esperienza. È mancata solo la vittoria!
A dire il vero ci sono stati anche dei lati negativi: l’organizzazione non ci è parsa impeccabile. Abbiamo fatto coda all’andata in quanto tutti hanno pensato di prendere l’uscita di Padova Ovest; coda per entrare nel parcheggio dello stadio (e abbiamo anche dovuto pagare 5 euro per lasciarvi l’auto: assurdo); coda per prendere quattro birre e quattro panini (anche qui a prezzi esagerati) in quanto gli stand erano davvero piccoli per servire tutti in tempi decenti e infine gli unici bagni disponibili erano quelli all’interno dello stadio. Ovviamente abbiamo fatto coda anche alla fine della partita per raggiungere la tangenziale. Insomma da questo punto di vista, in caso di altro appuntamento di questo calibro allo stadio Euganeo, si potrà solo migliorare.
Stare sul divano e guardare la partita in tv è sicuramente più comodo ma a mio avviso – sono di parte – ne è valsa decisamente la pena!
Il prossimo Test Match della Nazionale Italiana si giocherà a Torino sabato 15 e vedrà gli azzurri scontrarsi con i Pumas dell’Argentina. Spero che l’Italia farà una grande partita e non vedo l’ora che arrivi il 6 Nazioni 2009, per il quale sono molto fiducioso.
zar
Ho sempre letto molto, soprattutto in treno, ma negli ultimi due anni ho avuto un calo purtroppo. Però sto cercando di rimediare.
Così per ricominciare ho scelto un libro leggero ma carino: Un posto nel mondo di Fabio Volo. E poi mi sono fatta prestare un libro da zar, chiedendogli espressamente qualcosa che si facesse leggere. Zar mi ha prestato Buoni propositi per l’anno nuovo di Giorgio Fontana, e ha avuto ragione. L’ho letto in pochi giorni e senza fatica.
Entrambi questi libri del mio nuovo corso di lettrice non sono particolarmente profondi ma hanno spunti carini e sicuramente si lasciano leggere. Insomma in treno anche a fine giornata sono sopportabili e leggibili.
agb
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