Oggi 1 dicembre 2008 ricorre il ventennale della giornata mondiale contro l’AIDS.
Mi ricordo che alle scuole superiori ogni primo dicembre le lezioni erano sospese e sostituite solitamente da un’assemblea d’istituto per parlare dell’argomento e da un corteo per le vie del centro in cui si sfilava gridando vari slogan tra cui il mitico Non fare il coglione, usa il goldone. Chissà se anche adesso funziona così.
Al giorno d’oggi ho l’impressione che, nonostante la malattia sia tutt’altro che sconfitta, le notizie relative a questa piaga non siano più all’ordine del giorno; per contrastarla servono però informazioni e soprattutto prevenzione.
Questo blog non è sicuramente il posto migliore per trovare le informazioni (è molto meglio visitare ad esempio il sito della LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS) ma parlarne credo non faccia male, anzi.
Il metodo migliore – astinenza a parte – per evitare la trasmissione per via sessuale di questa malattia è quello di utilizzare il preservativo durante i rapporti sessuali. Non capisco come sia possibile che molti ancora si ostinino a non utilizzarlo, soprattutto con partner occasionali; e non faccio riferimento ai paesi del Terzo Mondo dove il problema è praticamente irrisolvibile a causa del processo di cristianizzazione attuato dalla Chiesa, bensì ad esempio dell’Italia, dove nel 2007 hanno contratto la malattia più di 1000 persone.
E pensare che guardando un po’ in giro di preservativi se ne trovano più di 200 tipi: anatomici, lubrificati, stimolanti, ritardanti, colorati, senza lattice, profumati, addirittura fosforescenti… Possibile che coloro che non li utilizzano non riescano a trovarne uno adatto alle proprie necessità?
O quello che manca è proprio un’informazione adeguata ed una cultura della prevenzione (che inizi già a scuola), per evitare che si arrivi al punto di sottovalutare i rischi che si corrono?
Temo che uno dei problemi sia proprio questo, quindi meglio parlarne, anche qui.
zar
Il pensiero pubblico
Pubblicato 19 Dicembre, 2008 Mi ha detto mio cugino , Nel tempo libero 7 CommentiTags: blog, commenti, pensiero pubblico
Ormai molte persone usano costantemente internet. Come ha già detto qui zar, noi non abbiamo una vita su internet diversa da quella vera; però scriviamo su questo blog, su qualche forum e commentiamo i post di altri. Insomma esprimiamo esplicitamente le nostre idee su internet, quando ci sembra opportuno.
Però mi sembra che ci siano altri due tipi (opposti) di persone, rispetto all’uso di internet.
C’è chi è intimorito dal “pensiero pubblico” e, nonostante legga i blog e i forum, non partecipa attivamente e rimane “nascosto”. Inizialmente appartenevo anch’io a questo tipo di persone e continuo a pensare che in generale non sia male essere gelosi delle proprie idee.
Dall’altra parte c’è chi scrive molte cose personali su internet: esperienze private, pensieri intimi, ed eventi particolari che riguardano anche altre persone. In un paio di casi leggendo blog di questo genere ho avuto addirittura la sensazione di spiare l’autore del post.
Un fatto però mi sembra evidente: chi commenta sui blog per la maggior parte ha un blog.
E voi a quale “gruppo” appartenete? Sarà difficile capire chi dei nostri lettori appartiene alla categoria di quelli che preferiscono rimanere “nascosti”, visto che non risponderanno.
agb