L’anno scorso, quando vidi il film The Darwin Awards, mi ripromisi che all’uscita della classifica dei premiati del 2008 avrei fatto un post a riguardo.
E così eccomi qui.
Inizio col dire che sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questi premi molto tempo fa tramite un’email che ritenevo essere una serie di racconti in effetti divertenti e assurdi ma inventati – insomma le classiche leggende metropolitane. Invece questi Darwin Awards esistono davvero e sono i riconoscimenti assegnati a coloro i quali perdono la vita in modo assolutamente stupido, migliorando così il patrimonio genetico umano. La cosa può risultare cinica ma, ammettetelo, davvero ironica ed è in effetti in pieno stile darwiniano: se una persona si toglie la vita o comunque si rende impossibilitato a riprodursi e lo fa in modo davvero stupido, questo non può che essere un bene per la razza umana. Per comprendere le regole del “concorso” ci viene in aiuto wikipedia con la pagina dedicata.
Stando a questo articolo di Repubblica, il vincitore del primo premio del 2008 è il prete brasiliano che per pubblicizzare un’iniziativa benefica prese il volo grazie a un migliaio di palloncini e non scese più – o, meglio, fu ritrovato morto nell’oceano qualche mese dopo. Questa storia, a mio avviso, non è però abbastanza ridicola e non le avrei assegnato il primo posto in classifica: volete mettere ad esempio il cineoperatore che si è lanciato per riprendere dei paracadutisti dimenticandosi di indossare a sua volta il paracadute?
Ovviamente per ridere di queste cose ci vuole ironia ma non credo sia di cattivo gusto; sono casi paradossali e si ha la sensazione che i protagonisti siano proprio andati a cercarsela, come si suol dire. Comunque di morti stupide se ne sente parlare ogni giorno, basta sintonizzarsi su un qualsiasi TG per sentire di gente che perde la vita guidando ubriaca e/o drogata, ad esempio. E questo non fa ridere, anche perché troppo spesso ne fanno le conseguenze anche altri.
Tornando per un attimo al film devo dire sinceramente che non me lo ricordo molto bene; a grandi linee le vicende riguardano un ex poliziotto che decide di accordarsi con un’agenzia di assicurazioni per fare in modo di provare che i comportamenti definiti “casi Darwin” possono essere previsti. In questo modo potrebbe far risparmiare parecchi soldi alle assicurazioni ma anche salvare numerose vite.
Insomma è una storia di un’ora e mezza che lascia il tempo che trova ma se avete voglia di farvi qualche risata – magari un po’ amara – andate pure a noleggiarlo.
zar
Credimi, conosco la storia del prete brasiliano e si merita il primo posto.
Fai conto che aveva un telefono satellitare con se ed un navigatore, bastava chiamasse e dicesse le coordinate.
Ed invece il navigatore non lo sapeva usare e ha speso tutta la batteria in chiamate inutili. Gli ultimi minuti di carica del cellulare li ha spesi chiedendo il posto dove leggere le coordinate.
Questo senza nominare il fatto che stava venendo su un temporale e lui è salito lo stesso. Il vento l’ha spinto dalla parte opposta.
Vabbè pregare, ma insomma, ad un certo punto è meglio che ti fai gli affari tuoi.
Robe assurde
Paz