Archivio per la categoria 'Rugby'

Passare indietro per andare avanti

La regola fondamentale del rugby, quella che contraddistingue questo sport, è quasi paradossale: bisogna cercare di guadagnare terreno ed andare avanti - portando il pallone fino alla fatidica linea di meta avversaria - passando il pallone ai propri compagni solamente all’indietro.

Passare indietro per andare avanti? Proprio così.
Ed è qui che entra in gioco una delle parole più urlate dagli allenatori durante gli allenamenti e le partite: sostegnooooo!

Il giocatore che sta portando la palla deve avere il sostegno dei propri compagni, nel senso che deve (o almeno dovrebbe, da qui le urla) avere almeno un compagno alle sue spalle per potergli passare il pallone prima di essere placcato, e quindi bloccato, dagli avversari. Senza il sostegno dei propri compagni nel rugby non si combina molto; ma quando anche questo non basta per arrivare in meta allora serve anche un pizzico di furbizia e genialità, e l’intuizione del singolo può fare la differenza.

Tutto questo è magistralmente applicato nell’azione di gioco che potete vedere nel video. Sostegno e colpo di genio, risultato: meta spettacolare!

La meta è stata realizzata dai Crusaders contro i Lions in una partita del Super14, il più importante campionato dell’emisfero sud, cui partecipano le squadre delle province australiane, neozelandesi e sudafricane. Probabilmente questo è il campionato di rugby più bello, una meta così nel campionato italiano credo sia difficile da vedere.

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Vento e rugby

Guardando sul “tubo” un po’ di filmati di rugby mi sono imbattuto in questo:

La palla passa sopra la traversa ed in mezzo ai pali… Ma poi a causa del vento molto forte e contrario, torna indietro! Comunque la punizione è valida e infatti sono stati assegnati i 3 punti.

Ultimamente qui dalle mie parti c’è stato un sacco di vento e, guardando il video, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata questa: chissà com’è giocare a rugby a Trieste con la bora! :-)

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Cucchiaio di legno? No, grazie

Sabato è finito il 6 Nazioni 2008 e la Nazionale Italiana, battendo 23 a 20 la Scozia con un drop nell’ultimo minuto, ha evitato il poco ambito trofeo chiamato cucchiaio di legno. Ma in cosa consiste questo premio?

La leggenda racconta che nel 1884 un giocatore inglese in vacanza in Svizzera decise di comprare un cucchiaio di legno, con il quale premiare la squadra che perdeva tutte le partite del torneo (al quale partecipavano solamente le nazionali britanniche). Gli storici sostengono che questa non sia solamente un’invenzione ma che il cucchiaio esista - o almeno che sia esistito - davvero.
Fatto sta che nel 1904 si sono perse le tracce della posata che sarebbe conservata in un castello nelle isole Orcadi a nord della Scozia.

La tradizione di premiare la squadra che perde tutte le partite del torneo (che nel frattempo è passato da 4 a 6 squadre) con questo trofeo simbolico è rimasta ma quest’anno il cucchiaio non è stato assegnato proprio per la vittoria dell’Italia nell’ultima partita. In realtà qualcuno sostiene che il premio non vada a chi le perde tutte ma a chi arriva ultimo in classifica… Tutto sommato mi importa poco, quello che conta è che la Nazionale Italiana sia riuscita vincere!

Nel complesso penso che sia stato un 6 Nazioni positivo per gli azzurri, che si sono presentati con un nuovo allenatore, un nuovo capitano e molti giovani; purtroppo sono riusciti ad ottenere una sola vittoria ma in tutte le partite (tranne quella con il Galles, che comunque ha ottenuto il Grande Slam) hanno dimostrato di essere in crescita e di potersela giocare fino alla fine. Forse quello che manca è un po’ di esperienza, ma quella può venire solamente con il tempo, l’importante è avere fiducia e lavorare bene. Cacchio che serietà…
Dovrebbero assumermi nello staff! :-)

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RugbyMania

Quando si ha un sacco di tempo libero e si dispone di una connessione ad Internet le possibilità per riempire questo tempo sono pressoché infinite. Ovviamente la Rete non è indispensabile, si può fare molto affidamento su un buon libro, sulla televisione (mmm forse non tanto) o approfittarne per uscire un po’ di casa. Insomma qualcosa da fare - con gradi di produttività e/o intelligenza variabili - si trova sempre, e aggiungo per fortuna. Ogni tanto si potrebbe anche sfruttare il tempo a disposizione per fermarsi e pensare, ma questo è un altro discorso che meriterebbe un post, se non un blog intero, a parte.

Tra le cose che sto facendo ultimamente in Rete per riempire il mio tempo libero (oltre a scrivere sul blog) c’è questa: allenare e far giocare una squadra virtuale di rugby. Mi sono infatti iscritto al sito RugbyMania.net, il cui nome è tutto un programma.

Il funzionamento è semplice: dopo esservi iscritti, un software vi assegna una squadra composta da giocatori di fantasia con caratteristiche ed abilità fisiche e tecniche variabili e la inserisce all’interno di un campionato. Il vostro compito è quello di scegliere un nome per la squadra (la mia è buffalos cavolano) e schierare ogni settimana la formazione che scenderà in campo contro la squadra avversaria di turno. In base ad un algoritmo dal funzionamento sconosciuto, basato sulle caratteristiche dei singoli giocatori, il software decide l’esito della partita e calcola la classifica. Vincendo il campionato si sale di categoria mentre arrivando nelle ultime posizioni si retrocede.
Per migliorare le prestazioni della propria squadra si possono programmare delle sessioni di allenamenti mirati per ciascuno dei propri giocatori o partecipare alla campagna acquisti, stando sempre attenti a non sforare il budget, rimpinguabile attraverso la vendita dei giocatori e gli incassi delle partite.

Direi che giocarci è molto più semplice che spiegarne il funzionamento; scrivendo mi rendo conto che però è una cosa da veri maniaci del rugby! Fortunatamente comunque non è un impegno che richiede molto tempo, infatti è possibile impostare il tutto in modo tale da non dover essere costantemente collegati… Ovviamente però in questo modo è difficile progredire. La mia squadra latita nei bassifondi dell’ultima serie disponibile, se qualche rugbymaniaco fosse così gentile da darmi qualche dritta per risalire la china…

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La finta di Ivan

Immagine di La finta di IvanLa finta di Ivan - Mete, placcaggi e terzi tempi infiniti: il rugby di Francescato è il primo libro della collana Area di Meta (editore Aviano.com), la prima interamente dedicata alla palla ovale in Italia; questa iniziativa, nata in collaborazione con la rivista Rugby Club, ha lo scopo di raccontare vicende e personaggi rugbystici e il ricavato delle vendite sarà destinato al sostegno delle squadre giovanili delle società di rugby del triveneto.

Questo libro racconta la biografia di Ivan Francescato, grande giocatore di rugby degli anni Ottanta e Novanta, scomparso a soli 32 anni il 19 gennaio del 1999. Ultimo di sei fratelli tutti rugbysti di alto livello, Ivan ha giocato nella Tarvisium e nella Benetton. Inoltre è stato protagonista nella Nazionale Italiana che, grazie alle ottime prestazioni sotto la guida dell’allenatore George Coste, ha ottenuto l’accesso al prestigioso Torneo delle Sei Nazioni.

Il libro, scritto da Elvis Lucchese ed Andrea Passerini, è molto coinvolgente: i racconti di parenti, amici, compagni ed avversari descrivono le doti atletiche di Ivan (soprattutto la sua finta che disorientava le difese avversarie), riportano gli aneddoti divertenti (per i quali ci vuole una minima conoscenza di parole in dialetto veneto) ma anche testimonianze molto toccanti ed emozionanti. Ne consiglio la lettura a tutti, “addetti ai lavori” e non.

Questa è stata la prima biografia che ho letto; ho in programma prossimamente l’acquisto di quelle di Alessandro Troncon, Andrea Lo Cicero e, soprattutto, di Jonah Lomu.

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Il 6 Nazioni

Il logo del torneo delle sei nazioniDomani tutti gli appassionati di rugby hanno un appuntamento irrinunciabile: inizia il Torneo delle 6 Nazioni 2008, il principale torneo rugbystico del vecchio continente, che vede scontrarsi nell’arco di sette settimane le squadre nazionali di Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia.

L’edizione di quest’anno sarà particolarmente interessante in quanto le squadre sono reduci dall’esperienza del Mondiale e hanno apportato delle modifiche (in qualche caso anche sostanziali) tanto alle formazioni quanto agli staff tecnici. Per questo motivo è difficile fare dei pronostici; a mio avviso la favorita per la vittoria finale potrebbe essere l’Inghilterra - arrivata seconda ai Mondiali - ma tutte le altre formazioni, cominciando dalla Francia, devono riscattare dei risultati poco soddisfacenti.

L’esordio della nazionale italiana sarà domani alle ore 15 al Croke Park di Dublino contro l’Irlanda. L’Italia si presenterà con un nuovo allenatore, il sudafricano Nick Mallett, con un nuovo capitano, il numero 8 Sergio Parisse e con una coppia di mediani inedita. Spero proprio che questo progetto riesca subito a dare i suoi frutti e che la nazionale possa vendicare l’ingiusta sconfitta subita contro l’Irlanda nell’incontro giocato ad agosto in preparazione ai mondiali. L’obiettivo di questo Sei Nazioni è quello di ripetere (e magari migliorare) le due vittorie ottenute nell’edizione 2007.

Tutte le partite del torneo saranno trasmesse in diretta su LA7, ormai diventata l’emittente più amata dai rugbysti italiani. Sul sito, nella sezione rugby, sono disponibili molti filmati davvero interessanti. Inoltre proprio questa sera LA7 trasmetterà in diretta e senza interruzioni pubblicitarie lo spettacolo Album d’Aprile di Marco Paolini, uno spettacolo in cui l’autore, con il suo stile inconfondibile, racconta il rugby, la piazza e gli abitanti di periferia.

Immagine di il 6 nazioniUltimo suggerimento: se siete interessati alla storia e ad alcuni aneddoti molto divertenti sul Sei Nazioni - avete mai sentito parlare di cucchiaio di legno o di triplice corona? - vi consiglio la lettura del libro omonimo di Marco Pastonesi ed Enrico Pessina (cliccate sull’immagine a lato per saperne di più) che narra le vicende che hanno portato dalla prima sfida Scozia - Inghilterra del 1871 alla formula attuale. Io l’ho riletto proprio in questi giorni, per arrivare preparato domani!

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Doping e dintorni

Il doping è purtroppo un problema che affligge tanti sport ed in particolar modo quelli in cui gli interessi economici legati alle prestazioni e alle vittorie sono elevati. Spesso ho l’impressione che tutti gli atleti di alto livello – a prescindere dallo sport praticato – facciano uso di qualche sostanza proibita; ovviamente c’è la presunzione di innocenza, per cui finché non viene dimostrato il contrario i risultati sono da considerare solamente frutto di grandi doti naturali e allenamento. Ma anche dell’aiuto di qualche sostanza che non è considerata dopante (integratori vari, creatina, proteine…).

Un campione squalificato per uso di sostanze illecite non è sicuramente una bella pubblicità per lo sport e ritengo che le sanzioni non sempre siano adeguate. Inoltre a mio parere la lotta contro il doping è una battaglia che si può considerare persa in partenza: ormai lo sport ad alto livello è vincolato da interessi economici e la mentalità non è più volta al raggiungimento del risultato sportivo bensì a quello monetario. Chi fa uso di sostanze illecite è spesso supportato da medici e magari anche dalla società. E volendo pensare proprio male si può anche arrivare a credere che i soldi gestiscono tutto il sistema dei controlli anti-doping che verrebbero quindi effettuati ad hoc per ottenere i risultati voluti. Scenario assurdo o triste realtà?

Una soluzione praticabile potrebbe essere quella di rendere legale il doping. In questo modo però verrebbero penalizzati gli atleti naturalmente dotati che magari non hanno intenzione di mettere a repentaglio la propria salute assumendo sostanze varie. La soluzione ottimale – ma assolutamente utopistica – è quella di cambiare la mentalità e far tornare lo sport solamente un divertimento e non un grande business. Voi che ne pensate?

Dopo tutti questi discorsi seri ecco un paio di curiosità di cui sono venuto a conoscenza ultimamente.

Un giocatore del campionato giapponese di calcio è stato squalificato per sei giornate (e la sua squadra multata e costretta a pagare circa 80.000 dollari) dopo essersi iniettato una dose di aglio. Non tanto per l’aglio in sé, che ho scoperto può prevenire raffreddori, tubercolosi, bronchite e varie malattie cutanee, ma per l’iniezione: sono infatti vietati tutti i trattamenti endovenosi!

L’altra curiosità riguarda il rugby: secondo un tabloid inglese la nazionale sudafricana è stata agevolata nella vittoria dell’ultimo mondiale dall’utilizzo di una maglietta ionizzata (composta di materiale contenente un campo elettromagnetico a carica negativa) in grado di aumentare il flusso sanguigno dei giocatori. Insomma una maglietta dopante.
Forse però agli inglesi è andata un po’ di traverso la sconfitta in finale infatti anche le magliette dell’Irlanda (fuori nella fase a gironi) e della Scozia (eliminata ai quarti), erano composte dello stesso materiale!

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L’arte del rugby

L’arte del rugby è un libro scritto dal giornalista neozelandese Spiro Zavos e da quattro scrittori italiani: Carlo Bonini, Alessandro Baricco, Vincenzo Cerami e Marco Paolini. È un libro semplice e breve che racconta degli aneddoti molto divertenti sul mondo della palla ovale e sui suoi protagonisti; inoltre cerca di spiegare le complesse regole del gioco ad eventuali lettori “non addetti ai lavori” (le spiega come le spiegherei io, quindi credo abbastanza comprensibilmente) ed in appendice presenta un breve colloquio con l’ex allenatore della Nazionale Italiana Pierre Berbizier.

Immagine di L'arte del rugbyProbabilmente sono un po’ di parte (il rugby è decisamente il mio sport preferito ed il libro mi è stato regalato da agb), ma mi sento di consigliare la lettura delle 130 pagine a tutti in quanto ho trovato il libro interessante e piacevole da leggere. Eppoi è adatto agli appassionati e soprattutto ai non appassionati, perché le storie sono raccontate in modo davvero scorrevole e simpatico e le regole spiegate chiaramente.

Giuro che non sono stato pagato dalla casa editrice per fare pubblicità!

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Il rugby in serie C

Domenica pomeriggio, approfittando del clima ancora mite, siamo andati a Pordenone a vedere la partita di rugby Union Rapps Pordenone - The Monsters Rugby, terminata 33 - 10 per i padroni di casa. La partita era valida per il campionato di Serie C del Triveneto e grazie alla vittoria il Pordenone (squadra per la quale ovviamente facevamo il tifo) si è portato in testa alla classifica.

Il rugby in Serie C è molto diverso da quel (poco) che si vede in televisione: spesso i campi da gioco non hanno mai visto l’erba, sulle tribune il pubblico è composto da giocatori infortunati che non possono scendere in campo, da massimo una decina di appassionati e dalle fidanzate dei giocatori costrette a prendere freddo (chiedere ad agb) spesso senza capire nulla del gioco. Quest’ultimo poi è quasi sempre tutt’altro che spettacolare! Però da un certo punto di vista questo è il rugby più vero, quello giocato da giovani studenti appassionati insieme a operai un po’ meno giovani ma con ancora più voglia; quello giocato senza sponsor e quindi senza attrezzature adeguate ma in cui il terzo tempo non è solo una formalità da rispettare. Qualcuno lo definisce “rugby birra e salsiccia”… E tale definizione tutto sommato mi piace.

Se avete dieci minuti di tempo da perdere (e se state leggendo questo blog vuol dire che ce li avete di sicuro) vi consigliamo di guardare questo video tratto da uno spettacolo di Marco Paolini. L’atmosfera e le caratteristiche del rugby di Serie C sono descritte molto bene e raccontate in modo divertente!

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Sono finiti (così)

Calcio piazzato di Percy MontgomerySabato scorso sono terminati i mondiali di rugby e quest’anno la coppa è stata vinta dal Sud Africa che ha battuto in finale i campioni uscenti dell’Inghilterra. La partita non è stata spettacolare, anzi a tratti quasi noiosa; sicuramente nessuna delle due formazioni voleva perdere e così si sono viste difese molto aggressive ed i punti sono arrivati dai calci piazzati dei “soliti” Percy Montgomery e Johnny Wilkinson. Risultato finale 15 - 6 per gli Springboks che hanno dominato il torneo dall’inizio alla fine ed hanno conquistato la seconda coppa dopo quella vinta dodici anni fa proprio in casa loro.
Io tifavo un po’ per la compagine del vecchio continente, ma alla fine devo ammettere che questo è stato il risultato più giusto.

Il mondiale dell’Italia purtroppo non è andato come si sperava. Dopo delle partite giocate molto al di sotto delle loro capacità, gli azzurri, perdendo di soli due punti contro la Scozia, non sono riusciti nella storica impresa di qualificarsi per i quarti di finale. Un vero peccato dopo le belle prestazioni del Sei Nazioni e dei test match di preparazione al mondiale. Speriamo che il nuovo allenatore, che in passato ha allenato proprio la squadra sudafricana, riesca a proseguire il comunque ottimo cammino intrapreso dalla nazionale in quest’ultimo periodo!

Placcaggio durante Francia - ArgentinaSe l’Italia non può dirsi soddisfatta, per la Nuova Zelanda e la Francia padrona di casa il torneo è stato quasi disastroso. Gli All Blacks, infatti, erano i favoriti per la vittoria finale ma sono stati eliminati ai quarti proprio dai francesi. Dal canto loro i Blues, dopo l’inizio in salita (sconfitta nella partita inaugurale contro i Pumas Argentini), hanno fatto vedere cose egregie riuscendo appunto nell’impresa di battere i neozelandesi. In semifinale però si sono dovuti arrendere alla compattezza e alla precisione al piede dell’Inghilterra e si sono fatti battere, nuovamente dall’Argentina, anche nella finalina per il terzo posto.
L’Argentina dunque è la vera sorpresa del mondiale (a dir la verità insieme alle isole Fiji): speriamo che a questo punti non freghi il posto all’Italia nel Sei Nazioni!

Per quel che mi riguarda sono contento di essere riuscito a seguire buona parte delle partite (grazie al satellite e alle televisioni TV5 e DSF) mentre per quanto riguarda il gioco Fantasy Rugby speravo di ottenere un risultato migliore: mi sono classificato 3612esimo su 30415 partecipanti e 22esimo su 51 nella lega composta dagli utenti del sito rugby.it. Purtroppo sono stato tradito da alcuni giocatori su cui avevo riposto molta fiducia!

Il prossimo appuntamento con i mondiali di rugby è fra quattro anni in Nuova Zelanda.

zar

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