Archivio per la categoria 'Viaggi e arte'

Il metodo per aumentare la memoria

Come detto nel post precedente, la settimana scorsa siamo stati a Roma ed abbiamo partecipato al Festival della Matematica 2009, cioè una serie di conferenze, dibattiti, mostre, spettacoli ed incontri con la partecipazione di anno in anno – questa era la terza edizione – anche di vari Premi Nobel (abbiamo visto molto da vicino John Nash e Thomas Schelling ad esempio) e Medaglie Fields.

La prima conferenza che abbiamo seguito è stata quello dello mnemonista (termine impossibile da pronunciare correttamente al primo tentativo) Gianni Golfera, definito l’uomo con più memoria al mondo, in grado di citare alla lettera 261 libri di filosofia e memorizzare e ripetere correttamente – ed anche in ordine inverso – una sequenza di diecimila cifre. Cosa ha a che vedere questo con la matematica? Beh, avessi avuto più memoria probabilmente non mi sarei mai dovuto fare i bigliettini per passare l’esame di Analisi o di Fisica, ad esempio.

Un fenomeno da baraccone questo Golfera? No di certo, anche se ha partecipato a svariate trasmissioni in cui gli veniva richiesto di fare il fenomeno e se non sbaglio è comparso anche a Scommettiamo Che. Sicuramente è un personaggio molto curioso e così sicuro di sé e dei suoi mezzi da risultare quasi borioso mentre racconta la sua vita e gli studi sull’arte della memoria che l’anno portato a raggiungere queste capacità e a perfezionare il metodo di memorizzazione Golfera.

Ma in cosa consiste questo metodo e, soprattutto, funziona veramente? A grandissime linee si tratta di associare a ciascuna delle cose che vogliamo memorizzare un’immagine per noi significativa emotivamente in modo da far rimanere il concetto nella memoria a lungo termine; non è così banale e durante l’incontro Golfera non è potuto scendere molto in dettaglio (anche perché per lui il metodo è fonte di guadagno economico e non poteva di certo rivelarci tutto così gratuitamente) però l’impressione è che possa funzionare davvero. Noi ci ricordiamo ancora infatti – e siamo in grado di ripeterla anche nel senso opposto – una serie di quindici parole non legate tra di loro che ci sono state indicate durante la serata: dottore, cappello, pescatore, scrivania, aereo, specchio, maschera, uva, serpente, computer, vicino di casa, chiave, libro, toro, telo. Forte no?
Va beh, raccontato così è sicuramente sminuito, certo che se anche la NASA ha chiesto una sua collaborazione per aumentare la memoria degli astronauti in condizioni di stress psico-fisico e diminuire di conseguenza gli errori nello svolgimento delle procedure di emergenza, sotto tutto il fumo devono esserci anche delle belle fette d’arrosto.

Per approfondire le tecniche di memoria è possibile iscriversi alla newsletter del sito metodogolfera.com per scaricare gratuitamente un pdf intitolato Le 101 strategie per migliorare la memoria. Incuriosito dalla conferenza ho dato un’occhiata a qualcuna di queste strategie e devo dire che se non altro ci sono dei consigli utili che cercherò di mettere in pratica in quanto non richiedono particolari sforzi.

Voi come siete messi a memoria? Ogni tanto mi chiedo se non sarebbe più utile un metodo per riuscire a dimenticare determinate cose ma poi a pensarci bene (in effetti se non sbaglio ci sono degli studi in corso su farmaci che permettano di ottenere questo effetto) la cosa mi spaventa un po’ e allora smetto di pensarci…
E, almeno temporaneamente, me ne dimentico.

zar

Riciclare la spazzatura (virtuale)

Le vostre caselle di posta elettronica sono ogni giorno invase dallo spam?

Non potete rispondere negativamente a questa domanda, sono sicuro che qualche fantomatica banca continua a chiedere i dati del vostro conto corrente perché deve ricalcolare qualcosa o risistemare qualcos’altro all’interno del database.
Oppure vi viene proposto ogni giorno un metodo diverso per risolvere il vostro problema d’impotenza o, anzi, per incrementare sensibilmente le vostre misure e far così felici centinaia di donne.
O ancora siete stati estratti tra migliaia di nominativi ed avete vinto favolosi premi. A me ad esempio capita ogni giorno, più e più volte. Che fortuna sfacciata!

Grazie ai potenti filtri antispam fortunatamente tutta questa posta indesiderata non dà più fastidio come una volta e può essere automaticamente cestinata (ogni tanto qualche mail spazzatura non viene riconosciuta come tale e, per contro, qualche mail buona viene eliminata, ma sono i cosiddetti rischi del mestiere).

Se però siete (giustamente) dei fanatici del riciclaggio al punto tale che vi dispiace buttare via anche tutta questa spazzatura elettronica, il sito Spam Recycling fa al caso vostro: inoltrando all’indirizzo spam@spamrecycling.com le mail di spam che vi arrivano (premurandovi di cancellare eventuali vostri dati personali dalle stesse), queste vengono convertite in “opere d’arte”.

Immagine creata riciclando una mail di spam.

Immagine creata riciclando una mail di spam.

Un algoritmo prende le lettere che compongono il testo del messaggio, le colora, le fa roteare e le sposta creando immagini fatte di curve colorate che poi potete riutilizzare (ad esempio come sfondo del desktop). Una volta inoltrata la mail vi verrà inviato un link da seguire per assistere in diretta alla “trasformazione”. Un esempio di immagine creata riciclando una mail di spam che mi è arrivata è quella che vedete in questo post.

Stando a quanto scritto nel sito è in programma, in collaborazione con il Centro di Arte e Tecnologia di Karlsruhe, addirittura un’esposizione delle migliori immagini create con questo algoritmo. L’utilità è praticamente nulla, ma l’idea è simpatica.
Riciclate tutto il riciclabile!

zar

Google Earth b.C.

Un gruppo di artisti appartenenti alla The Glue Society – che si occupa di intrattenimento, pubblicità, design, installazioni, sculture e chi più ne ha più ne metta – si è chiesto come sarebbero apparse alcune delle più note scene bibliche se fossero state catturate dall’occhio del grande fratello fornito da Google.

La risposta è un’installazione intitolata God’s Eye View e presentata alla Miami Art Fair. Qui di seguito potete vedere l’Arca di Noè e l’attraversamento del Mar Rosso con la separazione delle acque ad opera di Mosè, mentre altre immagini le trovate su questo blog. Stando a quanto scritto nello stesso blog, prossimamente gli artisti ci faranno vedere dal satellite delle scene prese dalla mitologia e alcuni eventi storici.

L'Arca di Noè vista dal satelliteL'attraversamento del Mar Rosso visto dal satellite

Che ne pensate? Dall’alto delle mie conoscenze derivanti dall’aver studiato Storia dell’Arte alle medie (quindi tipo una decina di anni fa), posso dire che l’idea e la realizzazione sono buone. O, almeno, che a me piacciono!

zar

La città di Riva

Con la scusa di partecipare a una gara di salto con l’asta e su invito di una collega di specialità (grazie Carla!), ci siamo persi la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici e siamo partiti alla volta di Riva del Garda.

Riva si trova sulla punta a nord del lago di Garda ed è un posto davvero bello. Ci sono il lago, il centro storico e le montagne intorno. Per noi che abitiamo in piena pianura è davvero uno spettacolo. Fatta la gara, ci siamo dedicati alla vacanza: abbiamo passeggiato lungo la riva del lago, per le vie del centro e su fino al Bastione, da cui si vedono il paese, il lago e la zona circostante.

vista di Riva dal Bastione

vista di Riva dal Bastione

Abbiamo mangiato la famosa e tipica carne salata, di cui solo pochi macellai locali hanno la vera ricetta. Cruda o cotta è buonissima! Invece non abbiamo avuto l’onore di assaggiare i broccoli di Linfano, ma non è la loro stagione.

Di Linfano è uno dei più forti saltatori con l’asta italiani di tutti i tempi; lui ci ha raccontato numerosi episodi vissuti in giro per il mondo, alle varie manifestazioni a cui ha partecipato, nonché aneddoti tipici del luogo. E proprio lui ci ha detto che Riva è “la città di Riva”.

vista di Riva dal Bastione

vista di Riva dal Bastione

Prima di partire siamo anche riusciti a stare un paio di ore a Punta Lido, distesi sull’erba. Lì abbiamo capito perché Torbole (il paese vicino a Riva) è famoso in tutto il mondo per il windsurf: ad un orario preciso si alza l’Ora, un vento deciso e costante.

Punta Lido a Riva del Garda

Punta Lido

Insomma una zona che ci è piaciuta tantissimo e in cui speriamo di tornare e visitare meglio.

zar e agb

Passeggiata a Sperlonga

Giovedì 13 dicembre (un giorno a caso ;-) ) da Formia siamo andati a fare un giro a Sperlonga, un paese molto carino sulla costa del Lazio a nord della più famosa Gaeta.

Sperlonga

Abbiamo camminato per le strette vie del centro e siamo scesi fino alla spiaggia. Era strano vedere quanti gatti c’erano e la maggior parte neri. Dormivano tra i cactus e solo se ci avvicinavamo troppo scappavano, ma con calma!

Sulla spiaggia c’erano davvero tantissime conchiglie, alcune piccolissime e altre molto grandi.

Sperlonga

Non abbiamo fatto davvero i turisti, ma del resto era una passeggiata e non una impegnativa gita culturale e naturalistica. Quello che so però è che il nome del paese deriva dal fatto che ci sono molte cavità naturali, chiamate speluncae in latino. Per sicurezza ovviamente ho controllato questa informazione sul sito del comune di Sperlonga. Lì c’è anche scritto che nel Settencento e nell’Ottocento il paese assunse la caratteristica forma di testuggine. Allora mi piace ancora di più. ;-)

A Sperlonga come a Gaeta, Terracina e non solo era già stata da piccola con i miei genitori e dei loro amici di San Felice Circeo (proprio quello della Maga Circe!) e penso che siano dei posti davvero belli, per i paesaggi e la storia. Mi piacerebbe proprio tornarci da turista, magari con zar.

agb

Che viaggio!

Venerdì scorso sono partita per andare a Palermo alla finale dei Campionati Italiani di società. Sono arrivata a destinazione diciotto ore e mezza dopo essere partita da casa! Non male no?!

Sono partita alle 8 di mattina da casa e sono arrivata all’aeroporto di Ronchi alle 9. Ho posteggiato e quando sono entrata (con le aste da una parte e la borsa dall’altra) ho scoperto che l’aereo per Roma sarebbe stato in ritardo di due ore, se non cancellato! 8-O

Siccome mi hanno detto che quasi sicuramente avrei perso la coincidenza a Roma, grazie ad un buon consiglio, ho chiesto che mi prenotassero il volo successivo da Roma a Palermo e mi hanno risposto che il primo disponibile era alle 21. Dopo un attimo di sconforto, mi sono rassegnata.

Alle 13 l’aereo è partito per Roma e lì ho dovuto fare un’ora di coda al banco di transito per avere il biglietto per l’aereo delle 21. Siccome erano stati cancellati due o tre voli, c’erano molte persone che non sapevano cosa fare e che facevano la coda per chiedere. Qualcuno ha dovuto partire il giorno successivo.

Dopo aver pranzato, cenato e vissuto all’aeroporto di Fiumicino, ho visto che il volo per Palermo era in ritardo. Hanno rimandato un po’ alla volta finché non è partito a mezzanotte e mezza. All’arrivo tutto pensavo tranne che mancassero i bagagli, dato che a Roma c’ero stata un bel po’. Invece niente borsa e niente aste!

Hanno detto che il motivo di tutto il casino era il forte vento che c’era a Roma, a causa del quale non potevano usare tutte le piste. Però ad un certo punto mi sono venuti dei dubbi: i voli non Alitalia da Roma non mi sembrava che avessero grossi ritardi. E comunque sono giunta alla conclusione che l’aeroporto si trova in un posto bruttissimo, visto che un anno e mezzo avevo avuto dei problemi con un volo per Roma a causa della nebbia marina.

Per quanto riguarda i bagagli poi, non so quale sia il motivo, ma c’è qualche problema, dato che anche al ritorno sono rimasti a Roma e non sono arrivati quando sono arrivata io. :x

agb

Brixen zwei

Per la seconda volta quest’anno sono stata a Bressanone (ad un convegno di algebra). L’impressione che ho nel Sud Tirolo è sempre strana e a chi non sapeva ho dovuto spiegare che non è il posto giusto per farsi l’idea di come è l’Italia! Però è interessante.

Giovedì siamo stati all’Abbazia di Novacella: camminando lungo il fiume si arriva a questa abbazia, che da quanto ho capito è l’unica agostiniana rimasta. La guida si è decisamente sforzata di farci apprezzare la chiesa, ma evidentemente il barocco sud-tirolese non è di mio gusto. Certo la chiesa è tenuta bene, ma “leggermente” appesantita da decorazioni e finti marmi. :? Sui finti marmi devo dire che mi sono proprio stupita: sulle colonne sembra che ci siano dei marmi colorati e invece è solo legno dipinto! La guida ha anche detto che è adatta per i matrimoni, ma penso che rimarrei nubile volentieri piuttosto che sposarmi lì. ;-)

A parte le critiche è stata una visita interessante e non è detto che per forza una chiesa antica debba piacermi. Il chiostro d’altra parte era più “normale”, perché più semplice; e a me i chiostri sono sempre piaciuti. Ogni tanto penso che, visite guidate a parte, sarebbero dei buoni posti per leggersi un libro!

agb

Parigi

Quante linee di metropolitana ci sono a Parigi? Quattordici! :-o

Sabato a Parigi ho partecipato al Decanation, un incontro internazionale tra sette nazioni: Francia, Stati Uniti, Russia, Ucraina, Spagna, Germania e Italia. Il nome deriva dal fatto che inizialmente le specialità erano quelle del decathlon. In quest’ultima edizione hanno deciso di variare e di sostituire alcune specialità con altre simili, ma non presenti nel decathlon. La classifica viene fatta in base ai piazzamenti dei singoli atleti e quindi, come c’è scritto anche nell’immagine, l’atletica in questa occasione diventa di squadra.

Contro ogni mia aspettativa, sono riuscita anche a vedere qualcosa di Parigi e girando continuavo a chiedermi il motivo per cui non ci sono ancora stata in vacanza. Ho visto solo Notre Dame (anche l’interno e le magnifiche vetrate), l’arco di Trionfo, la Tour Eiffel di notte illuminata e ho camminato per gli Champs Elysees fino a Place de la Concorde.

In particolare in mezzo alla Tour Eiffel c’era un enorme pallone da rugby, per ricordare che in questi giorni ci sono i Campionati del Mondo di rugby in Francia. E lì vicino c’era anche lo stand per i mondiali, dove vendevano birra a volontà e souvenir, ma facevano anche vedere la partita di calcio purtroppo. ;-)

Insomma a Parigi mi piacerebbe proprio tornare in vacanza, capito zar?! :-)

agb

Gita a Budapest: il ritorno

8 agosto 2007:

Sveglia presto, preparazione delle valigie e via! Stanchi, contenti di aver visitato Budapest e un po’ tristi di dover tornare a casa; anche perché le vacanze sono quasi finite. ;-)

Prima di dirigerci verso l’aeroporto, dobbiamo camminare per la città con i nostri pesanti zaini, per riportare le chiavi dell’appartamento all’ostello. Entriamo, ma non c’è nessuno. Poi ci accorgiamo che c’è qualcuno che fa la doccia e aspettiamo senza sapere cosa fare. Per fortuna quello che esce dal bagno è il braccio destro del capo, che non capisce subito chi siamo e cosa vogliamo, ma ad un certo punto riesce a intuire che gli stiamo restituendo le chiavi e ci saluta.

Così ci dirigiamo verso l’aeroporto: metro blu e bus 200. In aeroporto abbiamo un po’ da aspettare, ma ci divertiamo a guardare gli aerei che partono e spendiamo gli ultimi Florint al Duty Free, notando che l’aeroporto di Budapest – almeno questa sezione – è davvero piccolo.

Tutto sembra essere in orario, saliamo sull’aereo e ad un certo punto ci dicono che dobbiamo aspettare perché si è perso un passeggero. :-| Per fortuna è questione di dieci minuti e poi si parte, probabilmente senza quel passeggero!

Così termina la nostra gita a Budapest.

zar e agb

Gita a Budapest: il quarto giorno

7 agosto 2007:

Colazione al bar con caffè e dolce ebraico. Infatti la mattina dell’ultimo giorno di gita a Budapest è dedicata al quartiere ebraico, che si trova vicino al centro città e soprattutto vicino a dove alloggiamo.

La guida di Marco recita: “oggi purtroppo la maggior parte di botteghe, laboratori, ristoranti e luoghi di preghiera sono scomparsi, distrutti durante gli anni della furia nazista, che trasformò la zona in ghetto, ma quel che è rimasto è stato conservato con grande cura e rispetto”.

Iniziamo la visita da Klauzal Ter, una piccola piazza con giardino, centro vitale dell’antico rione. Inevitabilmente proseguiamo entrando nella maestosa sinagoga di Dohany utca. Questa sinagoga è davvero enorme, infatti è la più grande d’Europa ancora in funzione (capienza 3000 persone) e la seconda al mondo dopo quella di New York.

Sinagoga di Dohany utca - esternoSinagoga di Dohany utca - interno

Allontanandoci dalla sinagoga troviamo in un angolo il monumento a Carl Lutz, un diplomatico svizzero che decise di rischiare la propria vita per salvare un gran numero di ebrei perseguitati – come fecero per esempio anche Friedrich Born, Raoul Wallenberg e Giorgio Perlasca.

Per completare la visita al quartiere ebraico giriamo un po’ per le strade e visitiamo (una solo da fuori purtroppo) le altre due sinagoghe: quella ortodossa in stile art nouveau di Kazincy utca e la sinagoga di Rumbach Sebestyen utca.

All’ora di pranzo ci dirigiamo verso il centro, per comprare gli ultimi souvenir, cosa che in parte facciamo nel famoso mercato coperto della città!

Decidiamo di dedicare il pomeriggio ai musei, che di lunedì erano tutti chiusi e dobbiamo sceglierne solo pochi; infatti chiudono al più tardi alle 18, nonostante aprano alle 10!

Museo delle Arti Applicate - interno

Iniziamo dal Museo e Scuola Superiore delle Arti Applicate. La arti applicate non ci interessano più di tanto, ma il museo si trova in uno dei palazzi più belli della città e l’interno merita di essere ammirato.

Il secondo museo che abbiamo scelto di visitare è il Centro commemorativo dell’Olocausto, che si trova a poca distanza dal Museo delle Arti Applicate.

Ci muoviamo con la metropolitana per attraversare la città e andare al Museo di Belle Arti. Qui ci sono opere di artisti di varie nazionalità, tra cui italiani e francesi anche molto famosi. ;-) Purtroppo dobbiamo terminare la visita prima di quando vorremmo perché già alle 17 e 30 ci dicono che devono chiudere.

Non ci resta che cenare e aspettare il buio, per ammirare finalmente la città illuminata. Uno spettacolo!

Budapest di notte

zar e agb

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