Archivio per la categoria 'Viaggi e arte'

Passeggiata a Sperlonga

Giovedì 13 dicembre (un giorno a caso ;-) ) da Formia siamo andati a fare un giro a Sperlonga, un paese molto carino sulla costa del Lazio a nord della più famosa Gaeta.

Sperlonga

Abbiamo camminato per le strette vie del centro e siamo scesi fino alla spiaggia. Era strano vedere quanti gatti c’erano e la maggior parte neri. Dormivano tra i cactus e solo se ci avvicinavamo troppo scappavano, ma con calma!

Sulla spiaggia c’erano davvero tantissime conchiglie, alcune piccolissime e altre molto grandi.

Sperlonga

Non abbiamo fatto davvero i turisti, ma del resto era una passeggiata e non una impegnativa gita culturale e naturalistica. Quello che so però è che il nome del paese deriva dal fatto che ci sono molte cavità naturali, chiamate speluncae in latino. Per sicurezza ovviamente ho controllato questa informazione sul sito del comune di Sperlonga. Lì c’è anche scritto che nel Settencento e nell’Ottocento il paese assunse la caratteristica forma di testuggine. Allora mi piace ancora di più. ;-)

A Sperlonga come a Gaeta, Terracina e non solo era già stata da piccola con i miei genitori e dei loro amici di San Felice Circeo (proprio quello della Maga Circe!) e penso che siano dei posti davvero belli, per i paesaggi e la storia. Mi piacerebbe proprio tornarci da turista, magari con zar.

agb

Che viaggio!

Venerdì scorso sono partita per andare a Palermo alla finale dei Campionati Italiani di società. Sono arrivata a destinazione diciotto ore e mezza dopo essere partita da casa! Non male no?!

Sono partita alle 8 di mattina da casa e sono arrivata all’aeroporto di Ronchi alle 9. Ho posteggiato e quando sono entrata (con le aste da una parte e la borsa dall’altra) ho scoperto che l’aereo per Roma sarebbe stato in ritardo di due ore, se non cancellato! 8-O

Siccome mi hanno detto che quasi sicuramente avrei perso la coincidenza a Roma, grazie ad un buon consiglio, ho chiesto che mi prenotassero il volo successivo da Roma a Palermo e mi hanno risposto che il primo disponibile era alle 21. Dopo un attimo di sconforto, mi sono rassegnata.

Alle 13 l’aereo è partito per Roma e lì ho dovuto fare un’ora di coda al banco di transito per avere il biglietto per l’aereo delle 21. Siccome erano stati cancellati due o tre voli, c’erano molte persone che non sapevano cosa fare e che facevano la coda per chiedere. Qualcuno ha dovuto partire il giorno successivo.

Dopo aver pranzato, cenato e vissuto all’aeroporto di Fiumicino, ho visto che il volo per Palermo era in ritardo. Hanno rimandato un po’ alla volta finché non è partito a mezzanotte e mezza. All’arrivo tutto pensavo tranne che mancassero i bagagli, dato che a Roma c’ero stata un bel po’. Invece niente borsa e niente aste!

Hanno detto che il motivo di tutto il casino era il forte vento che c’era a Roma, a causa del quale non potevano usare tutte le piste. Però ad un certo punto mi sono venuti dei dubbi: i voli non Alitalia da Roma non mi sembrava che avessero grossi ritardi. E comunque sono giunta alla conclusione che l’aeroporto si trova in un posto bruttissimo, visto che un anno e mezzo avevo avuto dei problemi con un volo per Roma a causa della nebbia marina.

Per quanto riguarda i bagagli poi, non so quale sia il motivo, ma c’è qualche problema, dato che anche al ritorno sono rimasti a Roma e non sono arrivati quando sono arrivata io. :x

agb

Brixen zwei

Per la seconda volta quest’anno sono stata a Bressanone (ad un convegno di algebra). L’impressione che ho nel Sud Tirolo è sempre strana e a chi non sapeva ho dovuto spiegare che non è il posto giusto per farsi l’idea di come è l’Italia! Però è interessante.

Giovedì siamo stati all’Abbazia di Novacella: camminando lungo il fiume si arriva a questa abbazia, che da quanto ho capito è l’unica agostiniana rimasta. La guida si è decisamente sforzata di farci apprezzare la chiesa, ma evidentemente il barocco sud-tirolese non è di mio gusto. Certo la chiesa è tenuta bene, ma “leggermente” appesantita da decorazioni e finti marmi. :? Sui finti marmi devo dire che mi sono proprio stupita: sulle colonne sembra che ci siano dei marmi colorati e invece è solo legno dipinto! La guida ha anche detto che è adatta per i matrimoni, ma penso che rimarrei nubile volentieri piuttosto che sposarmi lì. ;-)

A parte le critiche è stata una visita interessante e non è detto che per forza una chiesa antica debba piacermi. Il chiostro d’altra parte era più “normale”, perché più semplice; e a me i chiostri sono sempre piaciuti. Ogni tanto penso che, visite guidate a parte, sarebbero dei buoni posti per leggersi un libro!

agb

Parigi

Quante linee di metropolitana ci sono a Parigi? Quattordici! :-o

Sabato a Parigi ho partecipato al Decanation, un incontro internazionale tra sette nazioni: Francia, Stati Uniti, Russia, Ucraina, Spagna, Germania e Italia. Il nome deriva dal fatto che inizialmente le specialità erano quelle del decathlon. In quest’ultima edizione hanno deciso di variare e di sostituire alcune specialità con altre simili, ma non presenti nel decathlon. La classifica viene fatta in base ai piazzamenti dei singoli atleti e quindi, come c’è scritto anche nell’immagine, l’atletica in questa occasione diventa di squadra.

Contro ogni mia aspettativa, sono riuscita anche a vedere qualcosa di Parigi e girando continuavo a chiedermi il motivo per cui non ci sono ancora stata in vacanza. Ho visto solo Notre Dame (anche l’interno e le magnifiche vetrate), l’arco di Trionfo, la Tour Eiffel di notte illuminata e ho camminato per gli Champs Elysees fino a Place de la Concorde.

In particolare in mezzo alla Tour Eiffel c’era un enorme pallone da rugby, per ricordare che in questi giorni ci sono i Campionati del Mondo di rugby in Francia. E lì vicino c’era anche lo stand per i mondiali, dove vendevano birra a volontà e souvenir, ma facevano anche vedere la partita di calcio purtroppo. ;-)

Insomma a Parigi mi piacerebbe proprio tornare in vacanza, capito zar?! :-)

agb

Gita a Budapest: il ritorno

8 agosto 2007:

Sveglia presto, preparazione delle valigie e via! Stanchi, contenti di aver visitato Budapest e un po’ tristi di dover tornare a casa; anche perché le vacanze sono quasi finite. ;-)

Prima di dirigerci verso l’aeroporto, dobbiamo camminare per la città con i nostri pesanti zaini, per riportare le chiavi dell’appartamento all’ostello. Entriamo, ma non c’è nessuno. Poi ci accorgiamo che c’è qualcuno che fa la doccia e aspettiamo senza sapere cosa fare. Per fortuna quello che esce dal bagno è il braccio destro del capo, che non capisce subito chi siamo e cosa vogliamo, ma ad un certo punto riesce a intuire che gli stiamo restituendo le chiavi e ci saluta.

Così ci dirigiamo verso l’aeroporto: metro blu e bus 200. In aeroporto abbiamo un po’ da aspettare, ma ci divertiamo a guardare gli aerei che partono e spendiamo gli ultimi Florint al Duty Free, notando che l’aeroporto di Budapest - almeno questa sezione - è davvero piccolo.

Tutto sembra essere in orario, saliamo sull’aereo e ad un certo punto ci dicono che dobbiamo aspettare perché si è perso un passeggero. :-| Per fortuna è questione di dieci minuti e poi si parte, probabilmente senza quel passeggero!

Così termina la nostra gita a Budapest.

zar e agb

Gita a Budapest: il quarto giorno

7 agosto 2007:

Colazione al bar con caffè e dolce ebraico. Infatti la mattina dell’ultimo giorno di gita a Budapest è dedicata al quartiere ebraico, che si trova vicino al centro città e soprattutto vicino a dove alloggiamo.

La guida di Marco recita: “oggi purtroppo la maggior parte di botteghe, laboratori, ristoranti e luoghi di preghiera sono scomparsi, distrutti durante gli anni della furia nazista, che trasformò la zona in ghetto, ma quel che è rimasto è stato conservato con grande cura e rispetto”.

Iniziamo la visita da Klauzal Ter, una piccola piazza con giardino, centro vitale dell’antico rione. Inevitabilmente proseguiamo entrando nella maestosa sinagoga di Dohany utca. Questa sinagoga è davvero enorme, infatti è la più grande d’Europa ancora in funzione (capienza 3000 persone) e la seconda al mondo dopo quella di New York.

Sinagoga di Dohany utca - esternoSinagoga di Dohany utca - interno

Allontanandoci dalla sinagoga troviamo in un angolo il monumento a Carl Lutz, un diplomatico svizzero che decise di rischiare la propria vita per salvare un gran numero di ebrei perseguitati - come fecero per esempio anche Friedrich Born, Raoul Wallenberg e Giorgio Perlasca.

Per completare la visita al quartiere ebraico giriamo un po’ per le strade e visitiamo (una solo da fuori purtroppo) le altre due sinagoghe: quella ortodossa in stile art nouveau di Kazincy utca e la sinagoga di Rumbach Sebestyen utca.

All’ora di pranzo ci dirigiamo verso il centro, per comprare gli ultimi souvenir, cosa che in parte facciamo nel famoso mercato coperto della città!

Decidiamo di dedicare il pomeriggio ai musei, che di lunedì erano tutti chiusi e dobbiamo sceglierne solo pochi; infatti chiudono al più tardi alle 18, nonostante aprano alle 10!

Museo delle Arti Applicate - interno

Iniziamo dal Museo e Scuola Superiore delle Arti Applicate. La arti applicate non ci interessano più di tanto, ma il museo si trova in uno dei palazzi più belli della città e l’interno merita di essere ammirato.

Il secondo museo che abbiamo scelto di visitare è il Centro commemorativo dell’Olocausto, che si trova a poca distanza dal Museo delle Arti Applicate.

Ci muoviamo con la metropolitana per attraversare la città e andare al Museo di Belle Arti. Qui ci sono opere di artisti di varie nazionalità, tra cui italiani e francesi anche molto famosi. ;-) Purtroppo dobbiamo terminare la visita prima di quando vorremmo perché già alle 17 e 30 ci dicono che devono chiudere.

Non ci resta che cenare e aspettare il buio, per ammirare finalmente la città illuminata. Uno spettacolo!

Budapest di notte

zar e agb

Gita a Budapest: il terzo giorno

6 agosto 2007:

Il nostro terzo giorno di visita a Budapest parte da Erszebet Ter, una piazza da poco rinnovata e diventata giardino pubblico (popolato di skaters e opere d’arte contemporanea), mentre prima era una mal frequentata stazione internazionale di pullman.

Da qui, dopo Deak Ferenc Ter, inizia la famosa e elegante Andrassy utca. Lungo questo viale si trovano molti palazzi. Per primo incontriamo il Teatro dell’Opera, poi notiamo che la gelateria italiana più famosa di Budapest è chiusa e non per ferie. :-( Ci accorgiamo anche con ritardo che di lunedì tutti i musei sono chiusi e quindi dovremo rimandare al giorno successivo eventualmente.

Fontana di Erszebet TerTeatro dell’Opera

Facciamo una breve sosta all’ombra degli alberi della Liszt Ferenc Ter, dove si trova ovviamente una bella statua che rappresenta Liszt. ;-) Più avanti arriviamo all’Oktogon, cioè l’incrocio di otto strade trafficate. Che casino! Continuando ad ammirare i vari palazzi si arriva in Kodaly Korond Ter e quindi nella parte più residenziale di Andrassy utca (belle case e ambasciate). La via finisce nella troppo grande Piazza degli Eroi, dove c’è il Monumento del Millennio.

Piazza degli Eroi

Pranzo nel parco (un altro e molto grande) che confina con la piazza: il Varosliget. Qui si trova anche un castello “fiabesco” su un’isoletta.

Per tornare verso il centro prendiamo la metropolitana del Millennio; le stazioni di questa linea sono ancora in perfetto stile dell’epoca di costruzione (fine ‘800) e anche le carrozze sono vintage.

Nel pomeriggio ci avventuriamo nella povera zona VIII e la prima tappa è ovviamente la via Pal! Per il resto giriamo in quella zona, seguendo quello che ci consiglia la guida: piazzette, palazzi e negozi vintage (altro souvenir per Anna).

Pal utca

zar e agb

Gita a Budapest: il secondo giorno

5 agosto 2007:

Magra colazione, caffè espresso e partenza, ma con più calma del primo giorno. ;-)

La mattinata è dedicata a Pest: giriamo per le strade e le piazze del centro circondati da alti palazzi. Non tutti sono belli quanto potrebbero, infatti l’impressione è che non siano tenuti molto bene. Ma certamente la città ci piace ed il clima è l’ideale.

La prima tappa è in Vorosmarty ter, bella piazza in cui spicca il monumento bianco in marmo di Carrara dedicato appunto al poeta magiaro Mihaly Vorosmarty. Seduti alla base del monumento osserviamo la più famosa pasticceria budapestina, ospitata nel palazzo Gerbeaud-haz; vista la scarsa colazione, la voglia di entrare per assaggiare qualcosa è molta!

La pasticceria Gerbeaud a BudapestMonumento a Mihaly Vorosmarty in Vorosmarty ter a Budapest

Dalla piazza arriviamo nella famosa Vaci utca, la via più turistica. Ci sono un sacco di bancarelle e i negozi più vip della città. Una curiosità letta sulla guida: lungo questa via è facile incontrare ragazze che si spacciano per turiste smarrite; si tratta invece di truffatrici che cercano di attirare gli uomini in locali - di un certo tipo - dove il conto risulterà salatissimo!
In fondo alla via si trova il mercato coperto Nagycsarnok, ma essendo domenica è chiuso (rimandiamo quindi la visita a uno dei giorni successivi).

Vaci utca a BudapestIl mercato coperto Nagycsarnok a Budapest

Dopo un pranzo a base di piatti tipici e abbondanti (innaffiati da una birra da mezzo), attraversiamo il Danubio sul Ponte della Libertà e ci dirigiamo verso Gellert, la collina di Buda da cui si gode un bellissimo panorama sulla città. Salendo si può visitare una cappella scavata nella roccia su modello di quella di Lourdes ed attraversare il Parco del Giubileo. In cima alla collina c’è il Monumento della Liberazione; Budapest si può definire davvero una capitale “verde” in quanto ricca di parchi e giardini proprio in centro città!

Monumento della Liberazione sul monte Gellert a BudapestIl panorama dalla cima del monte Gellert a Budapest

Scesi dalla collina, il programma prevede il Lungo Danubio dal lato di Pest. Seguendo il fiume da sud a nord, incontriamo molti palazzi e chiese davvero degni di nota per dimensioni e bellezza. Sicuramente da citare sono la Basilica di Santo Stefano, la più grande della capitale imponente sia all’esterno che all’interno, e l’obelisco dedicato ai soldati russi che liberarono la città nel 1945 (unico monumento dedicato ai sovietici rimasto in centro città).

Basilica di Santo Stefano a BudapestObelisco dedicato ai soldati russi a Budapest

Finalmente arriviamo al Parlamento, il più bel palazzo della città (però l’hanno pulito solo davanti e non dietro!). A questo punto l’itinerario è terminato; quindi, molto soddisfatti di tutte le cose viste, prendiamo stancamente la via di “casa”…

zar e agb

Gita a Budapest: il primo giorno

4 agosto 2007:

Sveglia presto, spesa alla Spar, colazione e partenza alla scoperta di Budapest, anzi di Buda. Infatti la nostra prima tappa è la collina del castello. Per arrivarci attraversiamo il Danubio percorrendo il famoso Ponte delle Catene (dove Anna già compra il primo souvenir del viaggio) e prendiamo la funicolare per salire. Il paesaggio salendo è spettacolare!

Funicolare di BudapestPanorama dalla funicolare di Budapest

Giunti in cima, al centro informazioni turistiche finalmente decidiamo che la Budapest Card non fa per noi: siamo studenti (quindi abbiamo diritto a vari sconti) e poco interessati ai bagni termali e alle visite guidate per la città. Così iniziamo la visita vera e propria: il palazzo dove c’è l’ufficio del Presidente della Repubblica, il Palazzo Reale, la chiesa di Mattia, il Bastione dei Pescatori e quello che resta della chiesa di Maria Maddalena (non molto :-) ).

Nel Palazzo Reale c’è la Galleria Nazionale Ungherese con le sue migliaia di oggetti d’arte, purtroppo poco valorizzati e senza spiegazioni. Il labirinto sotto il Palazzo è addirittura quasi ridicolizzato, nonostante in passato abbia svolto funzioni serie.

Il Palazzo RealeIl panorama dal Bastione dei Pescatori

È l’ora della merenda (tradizionale): palacsinta di fronte alla chiesa di Santa Elisabetta, con vista sul Parlamento al di là del Danubio. La palacsinta, classico della pasticceria ungherese, si mangia anche a casa di Marco :-) ed esiste pure in versione salata. Buona ed economica!

Il Parlamento visto da Buda

Concludiamo la giornata con una lunga passeggiata sull’isola Margherita (due chilometri e mezzo e ritorno), che si trova in mezzo al Danubio non lontano dal centro. Praticamente è un enorme parco pubblico, con piscine, uno stadio di atletica, un giardino giapponese e altro, tutto immerso nel verde.

Stanchi ma soddisfatti della prima giornata, siamo ottimisti per la seconda però decisi a camminare un po’ meno…

zar e agb

Gita a Budapest: l’arrivo

3 agosto 2007:

Volo Treviso - Budapest, bus 200, metro blu, camminata e arrivo all’East Side Hostel. Incredibilmente tutto in orario e molto facile (anche farsi fregare - consapevolmente - al cambio dei soldi in aeroporto per comprare i biglietti di bus e metro).

Ed ecco l’East Side Hostel: entriamo grazie a tre giovani ragazze bionde ciascuna con la propria bottiglia di birra in mano e ci troviamo in un appartamento affollato e con la nebbia… C’è il padrone di casa (cioè il capo dell’ostello) che fuma bel bello sulla sua sedia. Ci presentiamo e ci dicono che dobbiamo andare in un’altra “sede” dell’ostello, perché lì non c’è posto per noi nonostante la prenotazione. :-|

Barbone e locale di Striptease a Budapest

Espresso il nostro stupore, ci rassegniamo ad andare in taxi con il braccio destro del capo verso questo luogo. Scendiamo e le prime cose che vediamo sono un barbone che dorme per strada, due locali di striptease e un sexyshop.

Almeno il taxi non l’abbiamo pagato noi. ;-)

Entriamo nel palazzo e nell’atrio c’è un tale che cerca la sua cena nei bidoni della spazzatura. Però il palazzo non sembra male e anche l’appartamento in cui ci ritroviamo è spazioso e solo per noi. Insomma, dopo aver spiegato come accendere la corrente elettrica al tipo dell’ostello (noi a lui!), un po’ ci rilassiamo sapendo che non avremo coinquilini né bagno in comune. Però, salutatolo, Marco si siede su un letto e cadono quattro assi. Poker!
Per fortuna il letto su cui dobbiamo dormire è in condizioni migliori.

Superato il disagio iniziale e capito che avere tutto l’appartamento per noi è una buona cosa, prendiamo coraggio e usciamo. Essendo tardi ci accontentiamo del ristorante all’angolo, cioè il “tipico locale ungherese” chiamato KFC.

Ottimismo per il domani e buona notte.

zar e agb

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