Brasadele broè

Brasadela broà è un termine (un po’ intraducibile) che indica un tipico dolce veronese del periodo pasquale. Diciamo che la migliore traduzione potrebbe essere questa italianizzazione: brasadella. Per quanto riguarda il termine “broà”, esso è voce del verbo “broàr”, cioè “scottare con acqua bollente”.
In questo periodo dell’anno in casa mia c’è una febbrile produzione di tali dolci in quanto mia mamma, appassionata di cucina e legata alle tradizioni, vuole farle assaggiare a tutti ed è l’addetta alla produzione del dolce per il pranzo della domenica di Pasqua. L’uovo è così banale! 🙂

Questa è un’immagine del prodotto finito:

brasadele.jpg

Questi dolci riscuotono ogni anno un clamoroso successo; a questo punto o vi fidate, oppure dovete passare a trovarmi o ancora avere la fortuna di riceverle in regalo. 😉
Se volete invece cimentarvi nella loro produzione ecco la ricetta:

Ingredienti:
un chilo di farina, dieci uova, due etti di zucchero, due etti di burro, una vanillina, un bicchiere di grappa, la buccia grattuggiata di un limone, un pizzico di sale.

Procedimento:
Disponete sulla spianatoia la farina a fontana, aggiungete le uova, lo zucchero, il burro ammorbidito, la vanillina, la grappa, la buccia del limone e il sale. Impastate con le mani e lavorate a lungo l’impasto che deve risultare gonfio d’aria ed essere lucido in superficie. Dividete l’impasto in tante palline quante brasadele volete fare; a questo punto entra in gioco la manualità: dovete trasformare le palline in rotolini unendo poi le due estremità formando una ciambella. E mi raccomando, tonda!

Tali ciambelle andranno scottate in acqua bollente, da questo quindi deriva la dicitura “broè”. Quando il dolce immerso in acqua salirà in superficie significa che ha raggiunto la giusta cottura (proprio come gli gnocchi), andrà quindi pescato e sistemato su un canovaccio ad asciugare. Il giorno seguente dovete armarvi di un taglierino (ben lavato) in quanto dovete incidere la ciambella lungo il bordo esterno, per farle assumere la forma caratteristica. Per finire le ciambelle vanno cotte in forno finché non raggiungono un colore appena dorato.

Buon appetito!
zar

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8 Responses to “Brasadele broè”


  1. 1 Elisa 7 aprile, 2007 alle 09:41

    a quanto sento voi in Friuli avete certi buoni dolcetti… gnamm… dovrò accontentarmi del banale uovo e della banale colomba 😉

  2. 2 deltatipico 7 aprile, 2007 alle 14:24

    non si possono fare durante il periodo dei corsi? 😛

  3. 3 Willy il grigio 8 aprile, 2007 alle 11:49

    Li ho assaggiati spesso e sono proprio buoni! Brava Gabriella.

  4. 4 Wolfgang 19 febbraio, 2013 alle 08:46

    Precisely what truly stimulated you to compose “Brasadele broè culoecamicia”?
    I actuallytruly adored it! Many thanks -Augusta

  5. 5 annamaria faccin 15 ottobre, 2015 alle 11:48

    vorrei acquistare delle brasadelle x posta.sono veneta ma vivo in limbardia e non posso viaggiare da sola.se qualcuno me ne mandasse un kg le pagherei al postino annamaria faccin via luino 88 21037 lavena ponte tresa

  6. 8 angelo-fausto 25 aprile, 2017 alle 10:29

    fatta la prima festa della brassadela broa a Pazzon di caprino veronese
    il 09/04/17 un successone
    alla prossima edizione


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