Archivio per marzo 2008

Candle’s life #18

Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più!):

Candle’s life #18

L’autrice delle strisce è Jamie Valentina.

zar e agb

Dr. Aus

Dr. HouseDa qualche settimana, e più precisamente da domenica 2 marzo, è cominciata la nuova serie di Dr. House, il telefilm con il medico scorbutico con il bastone, la moto e le scarpe da ginnastica (qui un po’ di housismi). Seguo abbastanza attentamente le sue avventure ospedaliere, anche se non dalla prima serie.

Quello su cui vorrei soffermarmi è il modo in cui stanno mandando in onda gli episodi di questa quarta serie. Infatti stanno mescolando i nuovi episodi con quelli già visti della serie precedente e non mi piace proprio questo metodo. Andando in ordine, domenica 2 marzo hanno trasmesso un episodio vecchio e poi uno nuovo; martedì 4 marzo due episodi nuovi di seguito perché su Rai Uno c’era il Maresciallo Rocca. La settimana successiva di domenica è stato come il 2 marzo e invece martedì 11 marzo un episodio nuovo seguito da uno vecchio. Poi domenica 16 marzo come la precedente e domenica 23 marzo hanno trasmesso due episodi vecchi e basta, forse perché essendo Pasqua erano sufficienti.

Insomma io preferirei vedere un episodio alla settimana, senza tante storie. Se poi il giorno della settimana rimanesse anche sempre lo stesso potrei quasi ricordarmene. 🙂 Sono curiosa di vedere cosa succederà domani.

agb

Pubblicità progresso a Pordenone

Dal 15 marzo al 20 aprile negli spazi espositivi provinciali di corso Garibaldi a Pordenone si potrà visitare una mostra particolare chiamata Per sempre presente: saranno infatti esposti i cartelloni di 36 delle campagne sociali realizzate dalla Fondazione Pubblicità Progresso dal 1971 ad oggi.

I temi trattati dalla fondazione in questi anni sono stati molteplici (sempre con l’ausilio di professionisti, creativi e art director italiani che hanno collaborato gratuitamente): ad esempio l’importanza della prevenzione di malattie come l’Aids o quelle derivanti dal tabagismo, il razzismo ed il maltrattamento dei minori, le disabilità, la sicurezza sul lavoro e tanti altri, che hanno reso questo tipo di pubblicità quasi sinonimo di “pubblicità sociale”.

Magari prima del 20 aprile riusciremo ad andare a dare un’occhiata alla mostra, è sicuramente un modo per riflettere su queste tematiche importanti ma anche per osservare il cambiamento delle problematiche e della loro comunicazione nel corso degli anni.

zar e agb

Vento e rugby

Guardando sul “tubo” un po’ di filmati di rugby mi sono imbattuto in questo:

La palla passa sopra la traversa ed in mezzo ai pali… Ma poi a causa del vento molto forte e contrario, torna indietro! Comunque la punizione è valida e infatti sono stati assegnati i 3 punti.

Ultimamente qui dalle mie parti c’è stato un sacco di vento e, guardando il video, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata questa: chissà com’è giocare a rugby a Trieste con la bora! 🙂

zar

Mais ou menos #20

Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più!):

Mais ou menos #20

L’autore delle strisce è Matteo Papaiz.

zar e agb

Primavera

C’è un giorno di marzo in cui in un momento particolare mi accorgo che è quasi primavera. Ci sono il sole e il cielo azzurro, sono le 16 e ancora per un po’ di tempo non sarà buio. Con il giubbino normale ho troppo caldo, faccio allenamento in maniche corte, ma sento l’aria che ancora punge. Alzo lo sguardo e vedo i primi alberi in fiore, infastidita registro l’arrivo dei primi moscerini. Noto che il mio umore ultimamente è migliorato e mi ricordo che una delle scorse notti ho sognato il mare.

A questo punto non vedo l’ora che cambi anche l’orario da solare a legale! 🙂

L’autobus (speciale)

Il dimi (cioè il dipartimento di matematica e informatica dove “lavoro”) purtroppo è distante dalla stazione dei treni e quindi, a meno di non portare una vecchia bicicletta da lasciare in stazione (una me l’hanno rubata) o di camminare per un’ora, bisogna prendere l’autobus. Il numero 10 ci mette circa venti minuti dalla stazione all’università e così, per agevolare gli studenti e tutti coloro che vogliono andare dalla stazione all’università, ci sono degli autobus speciali che impiegano solo dieci minuti.

Non so perché, ma mentre ai treni mi sono abituata velocemente e quasi mi piacciono nonostante tutto, prendere l’autobus per me è sempre una fatica e il fatto strano è che in generale mi innervosisco di più sullo speciale piuttosto che sull’autobus di linea. Faccio delle ipotesi sui motivi:

  • la temperatura è spesso insopportabile;
  • ogni tanto è così pieno che quando vedo le persone scendere mi chiedo come abbiano fatto a starci tutte in quel piccolo autobus;
  • si sentono discorsi sempre più assurdi;
  • spesso le persone non hanno il senso dell’equilibrio;
  • alcuni usano lo speciale come se fosse un autobus di linea e suonano per scendere dove vogliono;
  • molti non sanno che togliersi lo zaino dalle spalle è meglio e non solo per le proprie spalle;
  • il concetto di spazio vitale è molto personale e molti non rispettano quello altrui;
  • anche il concetto di pulizia non è lo stesso per tutti.

Si, lo so, sono “fastidiosa” (nel senso che provo fastidio anche per eventi tollerabili) ma davvero ho bisogno del mio spazio vitale!

agb