Archivio per settembre 2008

Porno 2.0

Stando a varie statistiche sembra che al giorno d’oggi i siti porno non siano più – come accadeva una decina d’anni fa – quelli maggiormente visitati e che con l’avvento del cosiddetto Web 2.0 siano stati superati dai siti di Social Networking (come ad esempio Facebook e MySpace per capirci). Nonostante ciò il 25% delle ricerche effettuate sui principali motori di ricerca contiene come chiave centrale la parola sex (una ricerca su quattro quindi è a sfondo sessuale, non per forza pornografico), circa il 35% dei file scaricati è materiale a luci rosse (il resto, lo sappiamo bene, è praticamente tutta musica), e ogni secondo vengono spesi 90$ in siti pornografici a pagamento. Questo almeno è quello che accade negli Stati Uniti ma nel resto del mondo le cose non sono tanto diverse – per lo meno nel resto del mondo occidentale.
Insomma davvero un gran bel giro d’affari questo sesso su Internet, sorpasso o meno.

Comunque, per contrastare il sorpasso – o più semplicemente come conseguenza dell’evoluzione del Web – anche il porno sulla Rete si è evoluto ed è definibile porno in pieno stile 2.0: non c’è più una fruizione passiva dei contenuti prodotti dai professionisti dell’industria dell’hard, gli utenti sono diventati i fornitori del materiale.

E così sono nati i siti di incontri in cui ci si registra creando un profilo il più attraente possibile indicando l’identità sessuale ed i propri gusti (alla ricerca di persone interessate ad incontri per ovvi scopi) e questi si sono poi evoluti fino a contenere blog, newsletter, chat a tema, addirittura Wiki. Per non parlare della possibilità di postare le proprie foto e video. Gli iscritti a questo genere di siti sono più di venti milioni. Per i più esigenti ci sono le versioni ancora più evolute in cui si può dare sfogo ai desideri di esibizionismo da un lato e vouyerismo dall’altro: gli utenti pagano per inserire i loro video rigorosamente amatoriali, pagano cioè per poter essere visti dagli altri utenti.

Forse i siti di Social Network hanno preso il sopravvento nella Rete e sicuramente il Web è un contenitore di molte cose (a mio avviso ancora più utili) che non hanno a che vedere con la pornografia, però i numeri dei siti e dei fruitori dei siti a contenuto pornografico sono davvero impressionanti. Qualcuno dovrà pur gestirli no? Finita l’università quasi quasi ci faccio un pensierino!

Chissà come si evolveranno i siti 3.0? Un mercato molto appetibile – almeno per quanto riguarda i potenziali fruitori – probabilmente è quello della telefonia mobile.
E che succederebbe invece se questi siti venissero eliminati? Internet non è nata sicuramente per il porno, ma io la penso come il dottor Cox di Scrubs: se tutti i siti porno venissero tolti da Internet, ne rimarrebbe solamente uno chiamato “Ridateci il porno”!

zar

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Candle’s life #30

Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più!):

Candle's life #30

L’autrice delle strisce è Jamie Valentina.

zar e agb

Non fa ridere. Per niente.

Le pubblicità spesso sono accompagnate da polemiche: in questo post ho parlato di quelle legate allo spot della Fiat Idea, scatenate in quanto si vedevano delle donne eseguire una danza rituale maori. In quel caso si parlò addirittura di tensioni internazionali tra Nuova Zelanda ed Italia. Altre polemiche famose legate al mondo della pubblicità (senza scomodare le campagne fotografiche di Oliviero Toscani, che fa dello suscitare scalpore una filosofia di vita), sono quelle che hanno accompagnato i doppi sensi di Rocco Siffredi e delle Patatine Amica Chips, e il metodo alternativo con il quale lo scoiattolo Cippi salva la popolazione della foresta dopo aver masticato un paio di chewing gum Vigorsol.

Credo che fare il pubblicitario non sia un mestiere facile, tra le altre cose ci vuole anche una buona dose di immaginazione. Al giorno d’oggi, inoltre, in televisione – e non solo – tutti hanno già fatto davvero tutto, per cui è sempre più difficile trovare delle idee nuove per la promozione dei prodotti. Probabilmente la scelta di far nascere polemiche è addirittura voluta ed azzeccata… Come si dice: bene o male, l’importante è che se ne parli.

Credo comunque che le polemiche che ho citato lascino il tempo che trovano, però c’è una pubblicità che davvero non riesco a digerire – di brutte e fastidiose ce no sono davvero tante, ma questa proprio mi irrita: quella dei Vivident e i castori in cui il protagonista impellicciato rimane sotto ad un albero che cade. E lì scoppiano le risate.

Simpatica situazione direte voi.
Proprio per niente dico io.

zar

Riciclare la spazzatura (virtuale)

Le vostre caselle di posta elettronica sono ogni giorno invase dallo spam?

Non potete rispondere negativamente a questa domanda, sono sicuro che qualche fantomatica banca continua a chiedere i dati del vostro conto corrente perché deve ricalcolare qualcosa o risistemare qualcos’altro all’interno del database.
Oppure vi viene proposto ogni giorno un metodo diverso per risolvere il vostro problema d’impotenza o, anzi, per incrementare sensibilmente le vostre misure e far così felici centinaia di donne.
O ancora siete stati estratti tra migliaia di nominativi ed avete vinto favolosi premi. A me ad esempio capita ogni giorno, più e più volte. Che fortuna sfacciata!

Grazie ai potenti filtri antispam fortunatamente tutta questa posta indesiderata non dà più fastidio come una volta e può essere automaticamente cestinata (ogni tanto qualche mail spazzatura non viene riconosciuta come tale e, per contro, qualche mail buona viene eliminata, ma sono i cosiddetti rischi del mestiere).

Se però siete (giustamente) dei fanatici del riciclaggio al punto tale che vi dispiace buttare via anche tutta questa spazzatura elettronica, il sito Spam Recycling fa al caso vostro: inoltrando all’indirizzo spam@spamrecycling.com le mail di spam che vi arrivano (premurandovi di cancellare eventuali vostri dati personali dalle stesse), queste vengono convertite in “opere d’arte”.

Immagine creata riciclando una mail di spam.

Immagine creata riciclando una mail di spam.

Un algoritmo prende le lettere che compongono il testo del messaggio, le colora, le fa roteare e le sposta creando immagini fatte di curve colorate che poi potete riutilizzare (ad esempio come sfondo del desktop). Una volta inoltrata la mail vi verrà inviato un link da seguire per assistere in diretta alla “trasformazione”. Un esempio di immagine creata riciclando una mail di spam che mi è arrivata è quella che vedete in questo post.

Stando a quanto scritto nel sito è in programma, in collaborazione con il Centro di Arte e Tecnologia di Karlsruhe, addirittura un’esposizione delle migliori immagini create con questo algoritmo. L’utilità è praticamente nulla, ma l’idea è simpatica.
Riciclate tutto il riciclabile!

zar

Mais ou menos #32

Fatevi la striscia di questa settimana (cliccate sull’immagine per leggerla meglio e ridere di più):

Mais ou menos #32

L’autore delle strisce è Matteo Papaiz.

zar e agb

La scimmia pensa, la scimmia fa

Immagine di La scimmia pensa, la scimmia faIl titolo originale di questo libro di Chuck Palahniuk è il ben più azzeccato Stranger than fiction, il cui senso viene comunque fortunatamente ripreso nel sottotitolo della versione italiana: Quando la realtà supera la fantasia.

Il libro è una serie di racconti tratti dalla vita dell’autore ed è suddiviso in tre sezioni.

Nella prima, intitolata Insieme, vengono descritti gli incontri che l’autore ha avuto con gruppi più o meno ampi di persone: si spazia dai festival del sesso libero, alle gare di destruction derby con le mietitrebbie passando per gli incontri di lotta libera di qualificazione per le Olimpiadi.
La seconda, Ritratti, è dedicata a delle interviste effettuate da Palahniuk a personaggi più o meno famosi (degne di nota quelle all’attrice Juliette Lewis e al cantante Marilyn Manson).
La terza, chiamata Personale, come sottolinea il titolo raccoglie una serie di episodi autobiografici: dagli aneddoti sulla produzione del film Fight Club, all’utilizzo in gioventù di steroidi anabolizzanti, fino al toccante racconto dell’assassinio del padre, in questa sezione i lettori scoprono degli aspetti meno noti dello scrittore di Portland.

Ho letto molti giudizi negativi su questo libro, ritenuto da molti non all’altezza di opere cult come Fight Club o Soffocare; nonostante i due romanzi appena citati siano in effetti inarrivabili (sono i due libri che hanno permesso a Palahniuk di avere l’onore di entrare nella mia classifica degli scrittori preferiti), ho trovato La scimmia pensa, la scimmia fa invece davvero bello. Lo stile crudo, violento ma spesso ironico dello scrittore è immutato ed il fatto che le situazioni descritte siano reali rende il tutto ancora più interessante. Insomma è il solito Chuck, aiutato dal fatto che davvero molto spesso la realtà supera la fantasia (soprattutto in America).

A mio avviso se volte leggere qualcosa di Chuck Palahniuk probabilmente questo è il libro adatto per iniziare.

zar

Piedi sui sedili della tribuna

piedi sui sedili della tribuna

Come sapete siamo andati a vedere una partita di pallacanestro e “inevitabilmente” vicino a noi c’era qualcuno che non si comportava bene. Stavolta non era un bambino, così non ho potuto sfoderare la mia tipica frase (di tre parole). Come potete vedere dalla fotografia, che ho scattato anche per giustificare il fatto di avere un telefono con la macchina fotografica, un signore seduto dietro a noi appoggiava i piedi sull’asse di legno che fa da sedile.
In questo caso non ha sporcato molto, ma è lo stesso maleducazione.

Mi ha fatto venire in mente quello che si trova spesso sui sedili degli stadi all’aperto, dove molte persone non si sa perché sentono l’esigenza di appoggiare le scarpe sul sedile davanti invece che sul cemento. Siccome è probabile che anche loro abbiano trovato il sedile un po’ sporco, mi chiedo come mai non si rendano conto che era sporco proprio perché qualcuno come loro seduto dietro aveva appoggiato le scarpe su quel sedile.

A questo punto sembrerebbe chiaro che i sedili dell’ultima fila in alto dovrebbero essere puliti. Invece non è detto, perché molte persone per salire o scendere non usano l’apposita scala fatta di scalini normali, ma scendono dai gradoni dove sono posizionati i sedili e indovinate dove appoggiano i piedi!?

agb