Archivio per febbraio 2009

Re in fuga – La leggenda di Bobby Fischer

Immagine tratta da deviantartNon sono un appassionato di scacchi, anzi a dirla tutta direi che quando si tratta di scacchi non posso fare altro che definirmi ignorante. Le uniche conoscenze che ho in materia derivano dalla mia istruzione informatica: far muovere correttamente i vari pezzi sulla scacchiera (il cavallo si muove ad L, la torre in orizzontale e verticale, l’alfiere in diagonale, ecc…) è ad esempio un ottimo esercizio di programmazione con vincoli, ma il gioco della settimana enigmistica (il bianco muove e fa scacco matto in n mosse) fingo proprio di non vederlo.
Un’altra cosa che so – e che mi ha lasciato stupito la prima volta che l’ho scoperto – è il fatto che gli scacchi sono una disciplina sportiva associata al CONI. Ripeto: disciplina sportiva, quindi sport. C’è di che stupirsi insomma!

Immagine di Re in fugaData la mia ignoranza non conoscevo quindi la parabola di Robert James Fischer, primo (unico?) campione del mondo di scacchi americano, diventato un’eroe negli States dopo la vittoria nel ’72 in Islanda contro il russo Spassky – vittoria che ha di fatto interrotto un’egemonia sovietica che durava da sempre.
Figlio di una donna spiata dall’FBI, Bobby Fischer è stato il classico genio maledetto (è mancato da poco più di un anno), prima osannato in patria come eroe della guerra fredda e poi ricercato come un traditore per le sue esternazioni contro l’America dopo l’attacco dell’11 settembre, le sue idee antisemite, il rifiuto di giocare nuovamente per il titolo – perso quindi a tavolino.
Al suo nome è anche legata la leggenda metropolitana che racconta di fortissimi giocatori di scacchi battuti in tornei giocati on-line da uno sconosciuto che non poteva esser altro che lui.

L’hanno definito in tanti modi – inaffidabile, istrione, buffonesco, geniale, offensivo, paranoico, cattivo, infantile – ma in verità è stato soprattutto un maestro della rinuncia o un asceta improbabile. Strano paradosso. Ti blindi dentro un’ossessione per evitare gli altri e aggirare la Storia e ti ritrovi proprio al centro della scena, sotto gli occhi di tutti.

La storia di questo personaggio controverso è raccontata in modo molto appassionante nel libro Re in fuga – la leggenda di Bobby Fischer di Vittorio Giacopini. Nonostante gli scacchi non siano il mio forte ho trovato il racconto interessante e coinvolgente e a lettura terminata mi è rimasta la voglia di saperne qualcosina in più. Non posso fare altro, quindi, che consigliarlo a tutti!

Col suo stile preciso e tagliente, l’autore ci mette davanti a uno specchio dove il mondo chiuso e autoreferenziale degli scacchi e quello paranoico, lucidissimo, di Bobby diventano il nostro. Ne viene fuori una storia appassionata, esauriente eppure sempre capace, quando occorre, di fare un passo indietro. Per pudore, per rispetto.

A voi la prossima mossa!

zar

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Il secondo anno di culoecamicia

Il tempo scorre inesorabile e così post dopo post – in totale sono 332 – il nostro blog compie oggi due anni di vita!

Come l’anno scorso vi presentiamo la classifica dei post più letti nell’ultimo anno, magari state rischiando di perdervi qualcosa di fondamentale:

  1. Qui Quo Qua non sono orfani: i tre nipotini di Paperino hanno dei genitori, ma chi sono? Noi, che da giovani siamo stati lettori di Topolino, non li abbiamo mai visti all’interno delle storie ma l’albero genealogico presente nel post in questione può darvi delle risposte.
  2. Girate la mail: Bill Gates vi regalerà tanti soldi: nel 2008 evidentemente c’è ancora qualcuno che crede a tutto ed inoltra via email delle catene di Sant’Antonio risalenti all’ormai lontano 1997. Magari qualcuno regalasse davvero soldi!
  3. Il taglio dei capelli: chissà cosa cercano quelli che arrivano a leggere questo post… Forse il rapporto donna-parrucchiera è davvero così complicato come si racconta! Siamo però pronti a scommettere che metà dei lettori che arrivano a leggere questo post sono dei ragazzini emo che vogliono sapere da che parte deve essere inclinata la frangia.
  4. Raccolte da edicola: post (in continuo aggiornamento, contribuite pure) appena inserito e già in classifica. Le raccolte da edicola sono davvero molte ed evidentemente sono molte anche le persone interessate. Finché si tratta di libri o film possiamo anche capire, ma quando si parla di servizio di piatti dell’Inter un po’ meno.
  5. Gioco d’azzardo, 666 e numeri triangolari: che cosa hanno in comune la roulette, il numero del Diavolo, il biliardo, il bowling e i numeri triangolari – e quest’ultimi poi cosa sono? Scopritelo leggendo questo post e deciderete se vendere l’anima al Diavolo per vincere la prossima partita.

Che altro aggiungere… Che i commenti sono sempre ben accetti e che, come un anno fa, speriamo di non perdere i lettori affezionati e magari anche di trovarne di nuovi.

zar e agb

Ai vostri posti… Ma qual è il migliore?

Altro post sull’atletica ed in particolare sulle gare di velocità: uno studio effettuato da un gruppo di neuroscienziati dell’università di Alberta e pubblicato sulla rivista Medicine & Science in Sports & Exercise ha dimostrato che i velocisti pronti ai blocchi di partenza delle prime corsie, quelle più vicine allo starter, al momento dello sparo hanno tempi di reazione più bassi rispetto agli altri atleti, cioè hanno un vantaggio dovuto alla loro posizione. Questo perché i circuiti audiomotori del cervello si attivano più velocemente quando il suono è più forte – qui l’abstract dell’articolo.

Questione di pochi millisecondi, ma nelle gare di velocità molto spesso le medaglie si giocano proprio su differenze minime: chiedete informazioni a Kim Collins, campione del mondo a Parigi 2003 con il tempo di 10″07 davanti a Darrell Brown con il tempo di 10″08 e Darren Campbell con lo stesso tempo di 10″08.
In che corsia ha corso nell’occasione il campione del mondo?
Nella prima, of course.

Eppure gli atleti accreditati dei tempi migliori gareggiano sempre nelle corsie centrali; siamo davvero sicuri che sia la scelta migliore per loro? La prossima volta che gareggerò in prima corsia sicuramente mi lamenterò un po’ meno!

zar

Ho perso il Passante

L’altro giorno dovevo andare a Padova in macchina ed ero proprio curiosa di passare per la prima volta per il famoso Passante di Mestre inaugurato l’8 febbraio scorso. Siccome sulla A4 Trieste-Venezia c’erano più di dieci chilometri di coda, ho deciso di fare il “giro largo” e prendere a Conegliano la A27 (che tra parentesi è una delle autostrade meno trafficate che esistano). Avendo visto il percorso del Passante, prima di Mogliano Veneto ho iniziato a stare attenta per non perdermi l’allacciamento. E così, con attenzione, sono arrivata alla tangenziale di Mestre, decisamente delusa.

Per fortuna, anche grazie al Passante oltre che all’orario, in tangenziale il traffico era scorrevole, ma fino a Padova mi sono chiesta come avessi fatto a perdermi il Passante. Alla fine ho scoperto che non c’è ancora l’allacciamento che mi aspettavo di trovare, nonostante abbiano già aumentato i prezzi dell’Autostrada (anche sulla A27) a causa del nuovo tratto.

E voi siete già passati per il Passante?

agb

Il velocista perfetto

In questo post si diceva che secondo gli studi di un professore di biologia di Standford, il primato mondiale dei 100m stabilito da Usain Bolt nella finale delle Olimpiadi di Pechino potrebbe essere portato dallo strepitoso 9″69 fino all’incredibile tempo di 9″48.
Impossibile?

Quello che è certo è che nessuno come il giamaicano, campione olimpico in carica, ha mai tenuto una media superiore ai 37 km orari e toccato una punta di quasi 44. Ad oggi, il principale candidato al miglioramento di questo record è sempre lui.
Del resto (correggetemi se sbaglio) Bolt significa lampo, saetta…
Un nome, una garanzia!

Secondo l’analisi di Giorgio Cimbrico, apparsa nel numero di novembre/dicembre 2008 di Atletica – magazine della Federazione Italiana di atletica leggera – il mosaico del perfetto centometrista farebbe registrare un tempo di 9″44 e sarebbe composto, oltre che da Usain Bolt, da atleti come Kim Collins, Carl Lewis, Asafa Powell, Maurice Greene e Frankie Fredericks. Tutti mostri sacri della velocità, certo, però prendendo in considerazione questo dato, il muro dei 9″50 non sembra poi così impossibile da abbattere.

Staremo a vedere… Pensandoci non posso però fare a meno di riproporre l’interrogativo del post precedente, relativo alla “pulizia” dei record precedenti, attuali e futuri; di sicuro gli atleti capaci di scendere sotto i 10″ nei 100m sono di natura fisicamente molto dotati – avete notato cosa accomuna tutti quelli citati in precedenza? – però qualche dubbio (ed aggiungo purtroppo) mi viene.

Comunque prima della finale di Pechino avevo pronosticato qualcosa come 9″60 per Bolt. Se non avesse iniziato a bullarsi già dai 70m forse c’avrei preso!

zar

“Leggere”

Immagine di Leggere
Sto leggendo un libro di Corrado Augias intitolato Leggere (perché i libri ci rendono milgiori, più allegri e più liberi). Sono circa a metà di questo testo breve e molto scorrevole. Mi piace molto, anche perché in poche parole è un inno alla lettura.

Attraverso il racconto autobiografico del proprio avvicinamento alla lettura e della propria esperienza in questa interessante attività, Augias ci dice perché si legge, come mai sia così bello leggere e in che modo leggere possa aiutarci in diverse direzioni e situazioni.

Sono citati molti libri e molte frasi. Io ieri sono stata colpita da un sua frase contenuta in Leggere che riporto qui:

La persecuzione contro i libri è propria di tutti i regimi dispotici, e basterebbe questo per farci amare la lettura.

agb

6 Nazioni 2009, finalmente!

Domani inizierà la decima edizione del Torneo delle 6 Nazioni di Rugby.
Che dire se non: era ora!

Fino al 2000, anno della prima partecipazione dell’Italia, il torneo – definito dagli inglesi come il miglior modo per accorciare l’inverno, e loro di inverni lunghi se ne intendono – era il 5 Nazioni e vedeva scontrarsi le squadre di Inghilterra, Galles, Irlanda, Scozia e Francia; le ottime prestazioni ottenute negli anni precedenti dalla nazionale italiana (quella di Francescato, Giovannelli, Troncon, Dominguez, Cuttitta, Properzi e Orlandi, giusto per citarne alcuni), come la mitica vittoria contro la Francia a Grenoble nel 1997, hanno permesso al rugby italiano di entrare a far parte dell’elitè europea per quanto riguarda la palla ovale.

In questi dieci anni le soddisfazioni ci sono state: all’esordio l’Italia ha battuto gli scozzesi, ultimi vincitori del 5 Nazioni; nel 2007 è stata colta la prima vittoria all’estero: tre mete su intercetto nei primi 5-10 minuti di partita contro la Scozia hanno permesso all’Italia di cogliere il successo, bissato subito dopo contro il Galles, con un finale di partita davvero emozionante.
Purtroppo però ci sono state soprattutto delusioni: il bilancio completo parla infatti di 6 vittorie, un pareggio e ben 38 sconfitte (oltre a 4 cucchiai di legno). Magari molte sono state sconfitte onorevoli, ma si tratta pur sempre di sconfitte (non che conti solo vincere, ci mancherebbe altro, però…).

L’Italia arriva a questo torneo dopo aver giocato tre test-match a novembre; il primo è stato buono ma gli altri due decisamente deludenti.
Insomma dovrebbe esserci una gran voglia di riscatto e spero che questa voglia si traduca in ottime prestazioni e altrettanto ottimi risultati. Domani però sarà una partita dura: l’esordio dell’Italia nel torneo 2009 si gioca infatti nel tempio del rugby, lo stadio di Twickenham, contro la forte Inghilterra.

Ultima cosa: l’allenatore dell’Italia, Nick Mallet, schiererà il terza linea Mauro Bergamasco come mediano di mischia; questa scelta ha scatenato polemiche tra gli addetti ai lavori ma credo che l’unica persona in grado di decidere chi mettere in campo e in che ruolo è l’allenatore. Sono sicuro che Bergamasco darà il massimo anche in questo ruolo e che i compagni sapranno aiutarlo; giudicare prima di aver visto la partita non ha alcun senso. E poi meglio mediano che ala, dove l’aveva sbattuto un certo John Kirwan! Io per domani sono quasi ottimista…

L’appuntamento con il calcio d’inizio è alle ore 16 su LA7, buon rugby a tutti!

zar