Archive for the 'Rugby' Category

Cucchiaio di legno? Quest’anno sì (e bello grosso)

L’anno scorso l’abbiamo evitato per un pelo grazie ad un drop all’ultimo minuto ma quest’anno non c’è stato niente da fare: il cucchiaio di legno ce lo siamo proprio meritati. Parlo ovviamente della Nazionale Italiana di rugby e del Torneo delle Sei Nazioni, conclusosi sabato scorso con la peggiore delle cinque sconfitte in cinque partite per gli azzurri.

Proprio lo scorso fine settimana siamo stati a Roma per il Festival della Matematica (al quale magari dedicheremo qualche altro post) e cogliendo l’occasione siamo andati a vedere Italia – Francia.

La partita non è stata particolarmente emozionante; al fischio d’inizio la Nazionale Italiana sembrava rimasta negli spogliatoi, tutti i giocatori (compresi gli osannati Parisse, inspiegabilmente inserito nella lista dei candidati a miglior giocatore del torneo, Mauro Bergamasco e Griffen) hanno commesso molti errori banali, segno di poca fiducia e distrazione, cose che giocando contro qualunque avversario – figuriamoci contro una Francia desiderosa di riscattarsi dopo la débacle contro l’Inghilterra – si pagano a carissimo prezzo ed il risultato finale di 50 – 8 lo conferma.
Nonostante la pessima prestazione è stato comunque molto bello poter tifare dal vivo per l’Italia in una partita del Sei Nazioni, cantare l’inno insieme a tutto lo stadio, applaudire le belle giocate francesi – come mai quando l’orco Chabal e il biondo Swarzeski vanno a contatto riescono sempre a fare due metri in avanzamento e riciclare la palla al sostegno mentre i nostri sembrano andare a sbattere contro un muro? – e complimentarsi per i tifosi transalpini seduti di fianco a noi.
Altra cosa da sottolineare è il fatto che il pirla che ha lanciato la bottiglietta di acqua in campo per protestare contro alcune decisioni arbitrali è stato subito “consegnato” agli steward dagli altri tifosi ed allontanato dallo stadio mentre si intonava il classico coro “sce-mo sce-mo”.

Per la cronaca il torneo è stato vinto con il Grande Slam (cinque vittorie) dall’Irlanda arrivata finalmente a vincere qualcosa di importante con i famosi O’Gara, O’Driscoll e compagnia bella; il Galles, in corsa per la vittoria finale fino all’ultima partita, a causa della differenza punti si è classificato addirittura al quarto posto dietro ad Inghilterra e Francia e davanti alla Scozia. Fanalino di coda è l’Italia, scivolata nel ranking mondiale al dodicesimo posto.
Nonostante questo, ovviamente, non vedo già l’ora di vedere le prossime partite della Nazionale anche se dal prossimo anno sarà un po’ problematico perché i diritti per la trasmissione del Sei Nazioni sono stati acquistati da Sky; cavolo, voglio il rugby in chiaro!

zar

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6 Nazioni 2009, finalmente!

Domani inizierà la decima edizione del Torneo delle 6 Nazioni di Rugby.
Che dire se non: era ora!

Fino al 2000, anno della prima partecipazione dell’Italia, il torneo – definito dagli inglesi come il miglior modo per accorciare l’inverno, e loro di inverni lunghi se ne intendono – era il 5 Nazioni e vedeva scontrarsi le squadre di Inghilterra, Galles, Irlanda, Scozia e Francia; le ottime prestazioni ottenute negli anni precedenti dalla nazionale italiana (quella di Francescato, Giovannelli, Troncon, Dominguez, Cuttitta, Properzi e Orlandi, giusto per citarne alcuni), come la mitica vittoria contro la Francia a Grenoble nel 1997, hanno permesso al rugby italiano di entrare a far parte dell’elitè europea per quanto riguarda la palla ovale.

In questi dieci anni le soddisfazioni ci sono state: all’esordio l’Italia ha battuto gli scozzesi, ultimi vincitori del 5 Nazioni; nel 2007 è stata colta la prima vittoria all’estero: tre mete su intercetto nei primi 5-10 minuti di partita contro la Scozia hanno permesso all’Italia di cogliere il successo, bissato subito dopo contro il Galles, con un finale di partita davvero emozionante.
Purtroppo però ci sono state soprattutto delusioni: il bilancio completo parla infatti di 6 vittorie, un pareggio e ben 38 sconfitte (oltre a 4 cucchiai di legno). Magari molte sono state sconfitte onorevoli, ma si tratta pur sempre di sconfitte (non che conti solo vincere, ci mancherebbe altro, però…).

L’Italia arriva a questo torneo dopo aver giocato tre test-match a novembre; il primo è stato buono ma gli altri due decisamente deludenti.
Insomma dovrebbe esserci una gran voglia di riscatto e spero che questa voglia si traduca in ottime prestazioni e altrettanto ottimi risultati. Domani però sarà una partita dura: l’esordio dell’Italia nel torneo 2009 si gioca infatti nel tempio del rugby, lo stadio di Twickenham, contro la forte Inghilterra.

Ultima cosa: l’allenatore dell’Italia, Nick Mallet, schiererà il terza linea Mauro Bergamasco come mediano di mischia; questa scelta ha scatenato polemiche tra gli addetti ai lavori ma credo che l’unica persona in grado di decidere chi mettere in campo e in che ruolo è l’allenatore. Sono sicuro che Bergamasco darà il massimo anche in questo ruolo e che i compagni sapranno aiutarlo; giudicare prima di aver visto la partita non ha alcun senso. E poi meglio mediano che ala, dove l’aveva sbattuto un certo John Kirwan! Io per domani sono quasi ottimista…

L’appuntamento con il calcio d’inizio è alle ore 16 su LA7, buon rugby a tutti!

zar

Italia – Australia 20 – 30

Qualche giorno prima della partita avevo previsto un 27 – 23 per la Nazionale Italiana e a dieci minuti dalla fine, con il punteggio fermo sul 20 – 20, il sogno avrebbe potuto ancora realizzarsi. Purtroppo però i Wallabies hanno segnato una meta – probabilmente viziata da un fallo che l’arbitro non ha visto o non ha considerato tale – ed un calcio piazzato e così il punteggio finale è stato quello del titolo del post.

La partita era il primo dei tre classici Test Match di novembre, disputata sabato scorso allo stadio Euganeo di Padova.

Nonostante l’Australia sia una delle potenze mondiali del rugby (sempre sul podio nel ranking mondiale), gli azzurri sono rimasti in partita praticamente fino alla fine, giocando un’ottima partita in difesa nonostante l’inedita linea arretrata ma deludendo un po’ in mischia, solitamente il loro punto di forza. Il premio di Man of the Match è stato assegnato all’estremo italiano, Andrea Masi, gran placcatore e autore del passaggio che ha mandato in meta per il momentaneo sorpasso Mirco Bergamasco. Andrea Marcato ha messo l’ennesimo splendido drop, il capitano Sergio Parisse è stato al solito onnipresente (ma lo batterei alla playstation) e c’è stata qualche decisione arbitrale discutibile.

Insomma la sfida è stata emozionante, anche perché… l’abbiamo vista dal vivo! Cantare l’inno insieme ad altri trentamila e incitare i giocatori al grido di I-TA-LIA I-TA-LIA è davvero coinvolgente e la trasferta di sabato è stata proprio una bella esperienza. È mancata solo la vittoria!

A dire il vero ci sono stati anche dei lati negativi: l’organizzazione non ci è parsa impeccabile. Abbiamo fatto coda all’andata in quanto tutti hanno pensato di prendere l’uscita di Padova Ovest; coda per entrare nel parcheggio dello stadio (e abbiamo anche dovuto pagare 5 euro per lasciarvi l’auto: assurdo); coda per prendere quattro birre e quattro panini (anche qui a prezzi esagerati) in quanto gli stand erano davvero piccoli per servire tutti in tempi decenti e infine gli unici bagni disponibili erano quelli all’interno dello stadio. Ovviamente abbiamo fatto coda anche alla fine della partita per raggiungere la tangenziale. Insomma da questo punto di vista, in caso di altro appuntamento di questo calibro allo stadio Euganeo, si potrà solo migliorare.

Stare sul divano e guardare la partita in tv è sicuramente più comodo ma a mio avviso – sono di parte – ne è valsa decisamente la pena!

Il prossimo Test Match della Nazionale Italiana si giocherà a Torino sabato 15 e vedrà gli azzurri scontrarsi con i Pumas dell’Argentina. Spero che l’Italia farà una grande partita e non vedo l’ora che arrivi il 6 Nazioni 2009, per il quale sono molto fiducioso.

zar

La Rai acquista i diritti… del rugby!

Delle ben note vicissitudini legate all’acquisto da parte della Rai dei diritti per la trasmissione delle partite di calcio se n’è parlato in lungo e in largo, mentre questa notizia sembra essere passata inosservata per i non addetti ai lavori: la Rai ha acquistato (anche) i diritti per la trasmissione delle partite del Super 10, il massimo campionato italiano di rugby.

Giustamente (ma solamente perché siamo in Italia, noto paese di allenatori calcistici da bar sport, non perché sia giusto in assoluto) questa notizia è secondaria, ma credo che interessi in realtà molte persone ed appassionati di palla ovale che – come me – non hanno ancora voglia di sottoscrivere un abbonamento a Sky. Le partite saranno trasmesse sulla piattaforma Rai Sport Più (ex Rai Sport Sat, quindi non proprio in chiaro chiaro, ma almeno disponibili per chi ha il satellite “free” o il digitale terrestre) e anche in streaming sul sito di Rai Sport.

Qualcuno è scettico riguardo la reale capacità della emittente pubblica di fornire un servizio adeguato; io credo comunque che si tratti di un primo importante passo per la promozione del rugby italiano che ultimamente sta raccogliendo un buon numero di nuovi appassionati – grazie soprattutto alla Nazionale e a La7 che ne trasmette le partite.

Il primo appuntamento con il rugby in chiaro sarà domenica prossima (7 settembre) alle ore 19 con la finale di Supercoppa tra il Cammi Calvisano e l’Overmach Cariparma.
Che vinca il migliore… E stavolta, alla faccia degli abbonati Sky, riuscirò anch’io a vedere chi sarà!

zar

Passare indietro per andare avanti

La regola fondamentale del rugby, quella che contraddistingue questo sport, è quasi paradossale: bisogna cercare di guadagnare terreno ed andare avanti – portando il pallone fino alla fatidica linea di meta avversaria – passando il pallone ai propri compagni solamente all’indietro.

Passare indietro per andare avanti? Proprio così.
Ed è qui che entra in gioco una delle parole più urlate dagli allenatori durante gli allenamenti e le partite: sostegnooooo!

Il giocatore che sta portando la palla deve avere il sostegno dei propri compagni, nel senso che deve (o almeno dovrebbe, da qui le urla) avere almeno un compagno alle sue spalle per potergli passare il pallone prima di essere placcato, e quindi bloccato, dagli avversari. Senza il sostegno dei propri compagni nel rugby non si combina molto; ma quando anche questo non basta per arrivare in meta allora serve anche un pizzico di furbizia e genialità, e l’intuizione del singolo può fare la differenza.

Tutto questo è magistralmente applicato nell’azione di gioco che potete vedere nel video. Sostegno e colpo di genio, risultato: meta spettacolare!

La meta è stata realizzata dai Crusaders contro i Lions in una partita del Super14, il più importante campionato dell’emisfero sud, cui partecipano le squadre delle province australiane, neozelandesi e sudafricane. Probabilmente questo è il campionato di rugby più bello, una meta così nel campionato italiano credo sia difficile da vedere.

zar

Vento e rugby

Guardando sul “tubo” un po’ di filmati di rugby mi sono imbattuto in questo:

La palla passa sopra la traversa ed in mezzo ai pali… Ma poi a causa del vento molto forte e contrario, torna indietro! Comunque la punizione è valida e infatti sono stati assegnati i 3 punti.

Ultimamente qui dalle mie parti c’è stato un sacco di vento e, guardando il video, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata questa: chissà com’è giocare a rugby a Trieste con la bora! 🙂

zar

Cucchiaio di legno? No, grazie

Sabato è finito il 6 Nazioni 2008 e la Nazionale Italiana, battendo 23 a 20 la Scozia con un drop nell’ultimo minuto, ha evitato il poco ambito trofeo chiamato cucchiaio di legno. Ma in cosa consiste questo premio?

La leggenda racconta che nel 1884 un giocatore inglese in vacanza in Svizzera decise di comprare un cucchiaio di legno, con il quale premiare la squadra che perdeva tutte le partite del torneo (al quale partecipavano solamente le nazionali britanniche). Gli storici sostengono che questa non sia solamente un’invenzione ma che il cucchiaio esista – o almeno che sia esistito – davvero.
Fatto sta che nel 1904 si sono perse le tracce della posata che sarebbe conservata in un castello nelle isole Orcadi a nord della Scozia.

La tradizione di premiare la squadra che perde tutte le partite del torneo (che nel frattempo è passato da 4 a 6 squadre) con questo trofeo simbolico è rimasta ma quest’anno il cucchiaio non è stato assegnato proprio per la vittoria dell’Italia nell’ultima partita. In realtà qualcuno sostiene che il premio non vada a chi le perde tutte ma a chi arriva ultimo in classifica… Tutto sommato mi importa poco, quello che conta è che la Nazionale Italiana sia riuscita vincere!

Nel complesso penso che sia stato un 6 Nazioni positivo per gli azzurri, che si sono presentati con un nuovo allenatore, un nuovo capitano e molti giovani; purtroppo sono riusciti ad ottenere una sola vittoria ma in tutte le partite (tranne quella con il Galles, che comunque ha ottenuto il Grande Slam) hanno dimostrato di essere in crescita e di potersela giocare fino alla fine. Forse quello che manca è un po’ di esperienza, ma quella può venire solamente con il tempo, l’importante è avere fiducia e lavorare bene. Cacchio che serietà…
Dovrebbero assumermi nello staff! 🙂

zar