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Microcredito Kiva: aiutiamo Zaynab

Dopo aver aiutato Elina, finanziandola per le sue attività di venditrice di vestiti di giorno e di salchipapas – hotdog e patatine fritte – di sera, abbiamo deciso di investire nuovamente i 25$ per aiutare un’altra donna. Questa volta la scelta è caduta sulla trentunenne libanese Zaynab, venditrice di vestiti ed accessori per donne e di giocattoli per bambini.

Visto che repetita iuvant ci copiaincolliamo da soli per spiegare di che cosa si tratta quandoi si parla del progetto Kiva:

Nei paesi poveri ottenere un prestito dalle banche è molto difficile ed i tassi di interesse sono spesso proibitivi ma grazie a Kiva questi sono ostacoli aggirabili; i prestiti sono infatti elargiti da privati che possono scegliere un progetto da finanziare effettuando una donazione (minimo 25$). Questi soldi verranno utilizzati dai piccoli imprenditori per avviare o mantenere viva la loro attività e quando il titolare del progetto inizierà a guadagnare allora rifonderà anche il proprio debito (i soldi vengono restituiti nel 98% dei casi). A quel punto sarà possibile scegliere di recuperare i soldi oppure investirli nuovamente in un altro progetto.

Elina ha rifuso il proprio debito e così i nostri 25$ ora serviranno ad aiutare il progetto di Zaynab. Bello no?

zar e agb

Microcredito Kiva: aiutiamo Elina

Con colpevole ritardo rispetto a quando ci siamo ripromessi di farlo (ne abbiamo parlato in questo post), da qualche giorno facciamo parte dei finanziatori aderenti a Kiva cioè la piattaforma di micro-finanziamenti rivolti a piccoli imprenditori di paesi in via di sviluppo.

Nei paesi poveri ottenere un prestito dalle banche è molto difficile ed i tassi di interesse sono spesso proibitivi ma grazie a Kiva questi sono ostacoli aggirabili; i prestiti sono infatti elargiti da privati che possono scegliere un progetto da finanziare effettuando una donazione (minimo 25$). Questi soldi verranno utilizzati dai piccoli imprenditori per avviare o mantenere viva la loro attività e quando il titolare del progetto inizierà a guadagnare allora rifonderà anche il proprio debito (i soldi vengono restituiti nel 98% dei casi). A quel punto sarà possibile scegliere di recuperare i soldi oppure investirli nuovamente in un altro progetto.

Noi abbiamo deciso di finanziare la peruviana Elina, che deve mantenere due figli con le sue attività di venditrice di vestiti di giorno e di salchipapas – hotdog e patatine fritte – di sera. In futuro spera di riuscire ad aprire un ristorante; e noi speriamo con lei che il suo sogno si avveri così quando andremo in vacanza in Perù avremo la possibilità di mangiare questi salchipapas nel suo ristorante!

zar e agb

Blog Action Day 2008

Il 15 Ottobre è il Blog Action Day, giorno in cui tutti i blogger aderenti all’iniziativa pubblicano un post sullo stesso tema con lo scopo di aumentare la consapevolezza e stimolare una discussione globale relativamente a temi importanti a livello mondiale.
Nel 2007 l’argomento erano i problemi legati alla situazione ambientale e noi ne abbiamo parlato in questo post. Quest’anno il tema è la povertà, cosa di cui si sente parlare molto meno, anche se è una vera piaga che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.

Immagine di Il banchiere dei poveriDevo ammettere che non mi ritengo adatto a intavolare discussioni approfondite sul tema della povertà, però partecipo volentieri all’iniziativa e quest’anno lo faccio consigliandovi di leggere il libro Il banchiere dei poveri di Muhammad Yunus, premio Nobel per la pace nel 2006.
Il professor Yunus, nato e cresciuto in Bangladesh, ha insegnato nell’università di Boulder in Colorado e alla Vanderbilt di Nashville prima di diventare direttore del dipartimento di economia dell’università di Chittagong. Nel 1977 ha fondato la Grameen Bank: un istituto di credito indipendente che pratica il microcredito senza garanzie. Il libro descrive la nascita di questa fondazione che presta del denaro solamente alle persone più povere – soprattutto donne – cioè solamente a quelle persone che non possono ottenere prestiti dalle banche tradizionali in quanto non hanno nulla da offrire come garanzia; in questo modo ha fornito a più di dodici milioni di persone, cioè circa il 10% della popolazione del Bangladesh, gli strumenti per uscire dallo stato di miseria in cui si trovava, affrancandosi dagli usurai e prendendo in mano le redini del proprio destino. E il tasso di recupero è risultato essere superiore al 98%. Oggi Grameen è diffusa in una sessantina di paesi in tutto il mondo.

Leggendo il libro ho capito che il problema della povertà è un problema molto grave ma soprattutto che è un problema risolvibile con l’impegno non solo dei soliti personaggi che operano nelle stanze dei bottoni ma anche con quello di tutti noi.
Gli aiuti internazionali non dovrebbero essere mirati al finanziamento di imponenti opere come ponti e autostrade dove non ce n’è assoluto bisogno in quanto se si pensa solamente alla quantità e non al reale bisogno va a finire che i soldi andranno ai funzionari corrotti; al contrario bisogna puntare alla qualità, alla creazione di strumenti di autogestione.
Logo di KivaPer quanto riguarda noi persone comuni, dobbiamo dimenticarci di fare la carità, gesto che serve solamente a farci stare per un po’ con la coscienza a posto, e dedicarci a qualcosa di più concreto. Grazie all’impegno di molto volontari spinti dai successi ottenuti da Yunus, abbiamo la possibilità di contribuire al microcredito attraverso – ad esempio – il sito Kiva.org, che a grandi linee funziona così: si sceglie un progetto da finanziare e si effettua una donazione (minimo 25$); successivamente si ricevono dei resoconti relativi al progetto finanziato e quando il titolare del progetto inizia a guadagnare allora inizierà anche a rifondare il proprio debito.

È da un po’ di tempo che vogliamo diventare finanziatori di qualche progetto attraverso il microcredito, ma per una cosa o per l’altra dobbiamo ancora farlo. Credo proprio che, spinti da questo Blog Action Day, prossimamente aderiremo.
Vi terremo informati!

zar